Il mercato petrolifero resta estremamente sensibile alle notizie provenienti dal Medio Oriente. Dopo aver recentemente superato i 100 dollari al barile, i prezzi del WTI sono entrati in una fase di correzione e a fine maggio si attestano intorno ai 94 dollari.
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Le pressioni sui prezzi sono aumentate dopo segnali di possibili progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, oltre che per il calo delle preoccupazioni su potenziali interruzioni dell’offerta attraverso lo Stretto di Hormuz. Gli investitori hanno inoltre iniziato a prendere profitto dopo il forte rally delle ultime settimane.
Il mercato continua a prezzare i rischi legati allo Stretto di Hormuz
Nonostante la correzione, il premio geopolitico nei prezzi del petrolio resta elevato. Circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio passa attraverso lo Stretto di Hormuz, il che significa che qualsiasi notizia su possibili escalation nella regione continua ad avere un impatto immediato sui prezzi. Gli analisti sottolineano che il mercato non può ancora escludere il rischio di nuove interruzioni dell’offerta, soprattutto in un contesto di tensioni persistenti tra Iran e Paesi occidentali. Di conseguenza, la volatilità del WTI rimane significativamente superiore ai livelli medi degli ultimi mesi.
OPEC+ e scorte in calo limitano i rischi al ribasso
Ulteriore supporto ai prezzi continua ad arrivare dai tagli alla produzione dell’OPEC+ e dal calo delle scorte di greggio negli Stati Uniti. Gli ultimi dati EIA hanno mostrato un’ulteriore diminuzione delle scorte commerciali di greggio, mentre la domanda di carburante negli Stati Uniti si sta gradualmente rafforzando in vista della stagione estiva dei viaggi. Allo stesso tempo, Arabia Saudita e Russia mantengono un approccio prudente sull’aumento della produzione, contribuendo a evitare una correzione più profonda anche in presenza di un dollaro USA più forte.
Cosa aspettarsi dal WTI
Nel breve termine, i principali driver per il mercato resteranno gli sviluppi legati all’Iran, l’andamento del dollaro USA e i dati settimanali sulle scorte EIA. Finché il WTI rimarrà sopra la fascia 90–92 dollari, il mercato manterrà il potenziale di tornare verso i 98–100 dollari se i rischi geopolitici dovessero intensificarsi, come già evidenziato in Il greggio USA si stabilizza dopo il forte calo. Tuttavia, ulteriori progressi sul fronte diplomatico e crescenti timori per un rallentamento dell’economia globale potrebbero aumentare la pressione sui prezzi del petrolio, con il rischio di un ritorno nell’area 88–90 dollari al barile.
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