La BCE valuta la lotta all’inflazione rispetto ai rischi per la crescita

La BCE valuta la lotta all’inflazione rispetto ai rischi per la crescita
Stournaras invita la BCE alla prudenza

​La Banca Centrale Europea dovrebbe mantenere un approccio prudente ed evitare che la lotta all’inflazione si trasformi in una pressione eccessiva sull’economia, ha dichiarato Yannis Stournaras, membro del Consiglio direttivo della BCE. Le sue osservazioni arrivano in un momento in cui l’istituto deve bilanciare il rischio di nuovi shock sui prezzi con la debolezza degli investimenti nell’area euro.

In evidenza

  • Stournaras ha affermato che la BCE dovrebbe evitare una politica troppo restrittiva.
  • Un superamento temporaneo dell’obiettivo d’inflazione, ha detto, richiede una risposta equilibrata.
  • Il principale rischio di una politica restrittiva è una pressione aggiuntiva su investimenti e attività economica.

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Un segnale contro l’inasprimento automatico

Secondo Bloomberg, il governatore della Banca di Grecia, intervenendo davanti ai parlamentari nell’ambito della sua riconferma, ha affermato che la risposta all’inflazione dovrebbe essere proporzionata. A suo avviso, se il superamento dell’obiettivo d’inflazione è significativo ma temporaneo, la risposta della BCE dovrebbe essere “equilibrata”, non eccessivamente restrittiva.

Questa posizione riflette un dibattito più ampio all’interno della BCE: quanto energicamente la banca centrale debba reagire a nuovi shock dell’offerta, inclusi prezzi dell’energia, geopolitica e barriere commerciali. Stournaras è da tempo considerato uno dei membri più prudenti del Consiglio direttivo. In passato ha dichiarato che la BCE si trova in un “buon equilibrio” e dovrebbe cambiare rotta solo se le prospettive su inflazione e crescita dovessero mutare in modo sostanziale.

L’investimento entra nell’argomentazione

Il principale rischio evidenziato da Stournaras non è solo un rallentamento economico, ma anche la pressione sugli investimenti. Tassi d’interesse eccessivamente restrittivi aumentano i costi di finanziamento per le imprese, peggiorano le condizioni di accesso al credito e possono indebolire il potenziale di crescita di lungo periodo.

Per l’area euro, si tratta di una questione particolarmente delicata. La regione già affronta un’elevata incertezza dovuta a fattori geopolitici, dazi e debole domanda esterna. In questo contesto, una politica monetaria troppo restrittiva potrebbe accentuare il rallentamento, soprattutto se l’impulso inflazionistico non deriva da una domanda surriscaldata ma da un aumento temporaneo dei costi.

L’approccio di Stournaras è vicino alla logica della strategia della BCE: l’obiettivo d’inflazione è il 2% nel medio termine e la risposta agli scostamenti da tale obiettivo deve considerare l’entità, la causa e la persistenza dello shock. La strategia della banca centrale riconosce inoltre che le fluttuazioni temporanee dell’inflazione sono inevitabili e che una reazione eccessiva a shock di breve periodo può creare volatilità inutile nell’attività economica e nell’occupazione.

Bilanciare prezzi e crescita

La dichiarazione di Stournaras è rilevante per i mercati perché inquadra le possibili decisioni della BCE in caso di una nuova impennata dell’inflazione. Se la crescita dei prezzi è guidata da fattori temporanei, alcuni funzionari potrebbero opporsi a un irrigidimento aggressivo.

I parametri di riferimento restano invariati: l’obiettivo d’inflazione della BCE è il 2%, ma l’istituto deve considerare non solo i prezzi attuali, ma anche le conseguenze delle sue decisioni su credito, investimenti e occupazione. Per gli investitori, ciò significa che il futuro percorso dei tassi dell’area euro dipenderà non da una singola rilevazione dell’inflazione, ma dalla valutazione di quanto il rialzo dei prezzi si rivelerà persistente.

Come già riportato, l’UE affronta una nuova ondata inflazionistica mentre la BCE segnala un rialzo dei tassi.

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