Brennero, i blocchi in Austria aggravano i costi logistici per l'Italia
Le nuove interruzioni e limitazioni lungo il corridoio del Brennero si inseriscono in un quadro già critico per i collegamenti tra l'Italia e il resto d'Europa. L'impatto economico complessivo per le imprese italiane arriva a sfiorare 540 milioni di euro l'anno tra restrizioni strutturali sul traffico e lavori sul ponte Lueg in territorio austriaco.
In evidenza
- Il blocco odierno al Brennero ha deviato il traffico leggero sulla SS12 e sulle viabilità secondarie, aumentando congestione e emissioni.
- Uniontrasporti segnala per il sistema produttivo italiano un incremento dei costi di trasporto e ritardi, mettendo a rischio l'affidabilità delle catene di approvvigionamento.
- La sentenza della Corte di Giustizia UE sul ricorso italiano contro i divieti al Brennero, attesa entro fine anno, potrebbe fissare un precedente per i territori alpini.
Effetti su turismo, logistica e contenzioso europeo
La più recente Analisi di resilienza del sistema dei valichi, sviluppata da Uniontrasporti per Unioncamere, indica che anche il traffico leggero nel ponte del 2 giugno risente del blocco odierno, con un riversamento consistente sulla SS12 del Brennero e sulla viabilità secondaria dell'area.Lo scenario comporta un aumento prevedibile della congestione veicolare, maggiori emissioni inquinanti e ricadute negative sul turismo e sull'economia locale, oltre a impatti ambientali più pesanti. Per il sistema produttivo italiano, il Brennero continua quindi a rappresentare un nodo logistico ad alta criticità, con effetti diretti su tempi di consegna, costi di trasporto e affidabilità della catena di approvvigionamento.
In una nota del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Mit afferma che il ministro Matteo Salvini si aspetta una pronuncia inequivocabile della Corte di Giustizia dell'Unione europea sulla causa avviata dall'Italia contro i divieti al Brennero. La sentenza sul ricorso italiano è attesa entro fine anno e potrebbe fissare un precedente per i territori alpini interessati dalle restrizioni.
Nel nostro precedente approfondimento sulla revisione del regolamento UE sulle emissioni di CO2 per auto e van abbiamo spiegato che il negoziato entra nella fase decisiva, tra target al 2035 e richieste di maggiore neutralità tecnologica. L’articolo evidenziava anche l’apertura ai VEEF (veicoli alimentati al 100% da carburanti rinnovabili) e la revisione degli obiettivi per i veicoli commerciali leggeri, con possibili ricadute sulla filiera italiana e sugli investimenti nella transizione.
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