Museo archeologico di Reggio Calabria punta sui capitali privati con il piano strategico 2026-2028

Museo archeologico di Reggio Calabria punta sui capitali privati con il piano strategico 2026-2028
Museo, svolta privata

Dopo un biennio di riorganizzazione interna e di investimenti nella digitalizzazione, il Museo archeologico di Reggio Calabria fissa un piano di crescita che mira a rafforzarne il ruolo nel Mediterraneo. La strategia punta anche ad ampliare il sostegno dei mecenati privati per valorizzare i Bronzi di Riace e sostenere lo sviluppo del museo come leva per il territorio.

In evidenza

  • Museo archeologico di Reggio Calabria annuncia il Piano strategico 2026-2028 puntando su capitali privati per rafforzare il ruolo internazionale.
  • Nel 2025 la quota dei visitatori paganti raggiungerà il 55%, mentre gli ingressi totali arrivano a 260mila, superando i 227mila del 2019.
  • L’aumento del biglietto da 8 a 10 euro porta gli incassi oltre 1,2 milioni di euro, circa il doppio dei 601mila euro del 2019.

Piano industriale culturale e obiettivi 2026-2028

Come riportato da Il Sole 24 Ore, il primo Piano strategico 2026-2028 del Museo archeologico di Reggio Calabria è stato annunciato poche settimane fa e rappresenta uno dei rari casi di programmazione strutturata adottata da un'istituzione museale in Italia. Il documento guarda in particolare al coinvolgimento di risorse private e si inserisce nella linea impressa dal direttore Fabrizio Sudano, arrivato a inizio 2024 con l'obiettivo di trasformare il museo in un hub culturale del Mediterraneo e in un riferimento internazionale per la storia della Magna Grecia.

Il piano è stato sviluppato da un team di alto profilo con il contributo del personale interno e di figure esterne come Ludovico Solima, docente dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli. Secondo Sudano, lo strumento risponde alla necessità di dotare il museo di una programmazione di medio termine capace di orientare in modo coerente e integrato le scelte strategiche, dopo due anni di interventi su uffici, attività e processi di valorizzazione.

Crescita di visitatori e ricavi per il territorio

Tra le leve adottate dal nuovo management figura il rafforzamento delle mostre temporanee, con l'obiettivo di organizzare un grande evento all'anno anche non direttamente legato ai reperti della Magna Grecia. In questo quadro si inserisce la mostra dedicata a Gianni Versace, conclusa il 3 maggio, che secondo il direttore ha avuto un forte ritorno in termini di comunicazione e ha consentito di intercettare un pubblico nuovo, pur con costi più che doppi rispetto alle esposizioni tradizionali e con un ritorno economico non immediato.

Il museo registra intanto una crescita dei flussi e degli incassi. I visitatori raggiungono il record di 260mila ingressi, oltre i 227mila del 2019, mentre tra il 2024 e il 2025 l'aumento è del 16%; la quota dei visitatori paganti sale nel 2025 al 55%, da una posizione prima minoritaria, e l'aumento del biglietto da 8 a 10 euro contribuisce a portare gli incassi oltre 1,2 milioni di euro, circa il doppio dei 601mila euro registrati nel 2019.

Nel nostro precedente articolo sul finanziamento da 125 milioni di euro ai centri MaxiMall del gruppo IrgenRe/Negri abbiamo spiegato come l’operazione punti a rafforzare due poli in Puglia e Campania, con la quota principale destinata al MaxiMall Pompeii di Torre Annunziata. Il progetto prevede interventi di completamento e valorizzazione, incluse aree multimediali legate al sito archeologico di Pompei e un ampliamento della zona food, con ricadute attese su turismo, occupazione e indotto locale.

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