Natuzzi resta distante dai sindacati sul riassetto e conferma il trasferimento del 15% delle attività

Natuzzi resta distante dai sindacati sul riassetto e conferma il trasferimento del 15% delle attività
Natuzzi e sindacati divisi

Il confronto sulla crisi occupazionale di Natuzzi prosegue a Bari senza un'intesa complessiva tra azienda e sindacati. Sul tavolo restano la gestione della cassa integrazione, gli incentivi all'uscita volontaria e il possibile riassorbimento dei lavoratori nella filiera del mobile imbottito tra Puglia e Basilicata.

In evidenza

  • Natuzzi conferma il trasferimento del 15% delle attività da Puglia e Basilicata agli stabilimenti in Romania, alimentando le preoccupazioni sindacali sulla capacità produttiva locale.
  • Natuzzi mette a disposizione 6 milioni di euro per un piano di esodo volontario, offrendo fino a 50mila euro per lavoratore, con supporto regionale alla formazione.
  • Un nuovo incontro tra azienda e sindacati sulla cassa integrazione è previsto prima dell'11 giugno, mentre il 16 giugno Sepac discuterà i progetti industriali e di reindustrializzazione.

Cassa integrazione e piano di uscite volontarie

Come riportato da Il Sole 24 Ore, le parti si incontrano a Bari per discutere gli aspetti legati alla cassa integrazione e le misure pensate per favorire l'uscita dei dipendenti o il loro inserimento in altre aziende della filiera.

Natuzzi mette a disposizione 6 milioni di euro per un piano sperimentale di esodo, con un'indennità massima di 50mila euro per i lavoratori che aderiscono su base esclusivamente volontaria. La Regione Puglia ha già pubblicato una misura di politica attiva del lavoro per i dipendenti interessati, che possono accedere a percorsi formativi di 400 ore con un'indennità di frequenza di 6 euro l'ora.

Si valuta inoltre la possibilità di assorbire parte dei lavoratori in altre imprese del comparto del mobile imbottito. Arpal Puglia attiverà un progetto dedicato alla raccolta delle candidature volontarie, mentre un nuovo confronto sulla cassa integrazione è previsto prima del tavolo già convocato l'11 giugno dal ministro Adolfo Urso al Ministero delle imprese e del made in Italy.

Pressione sul presidio industriale nel Sud

Le distanze restano però marcate sul piano industriale. Al tavolo Sepac della Regione, Natuzzi conferma il trasferimento del 15% delle attività oggi svolte tra Puglia e Basilicata verso gli stabilimenti del gruppo in Romania, un punto che continua ad alimentare le preoccupazioni sindacali sul mantenimento della capacità produttiva locale.

Per la Regione Puglia la vertenza resta delicata perché coinvolge centinaia di lavoratori e uno dei marchi storici della manifattura regionale e nazionale. L'assessore allo sviluppo economico Eugenio Di Sciascio segnala alcuni elementi di apertura, tra cui la disponibilità dell'azienda a convocare Rsu e Rsa prima dell'11 giugno, ma ribadisce che restano questioni sensibili legate alla delocalizzazione di attività produttive all'estero e alla tutela occupazionale.

Il Sepac ha già convocato per il 16 giugno un ulteriore incontro dedicato alla presentazione dei progetti industriali e di reindustrializzazione. Il confronto resta quindi aperto, con l'obiettivo di trovare un equilibrio tra gestione degli esuberi, continuità industriale e tenuta della filiera del mobile imbottito nel Mezzogiorno.

Nel nostro precedente articolo sulla selezione di operatori finanziari per i fondi MUR gestiti da Invitalia abbiamo spiegato che sono disponibili circa 219 milioni di euro per investimenti in startup, PMI e grandi imprese nelle regioni del Mezzogiorno, con focus su ricerca applicata e trasferimento tecnologico. L’iniziativa, legata al PN RIC, mira a rafforzare la competitività industriale del Sud e a sostenere progetti innovativi con ricadute sul sistema produttivo locale.

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