Confindustria chiede la riforma dell'Ets Ue per contenere i costi industriali

Confindustria chiede la riforma dell'Ets Ue per contenere i costi industriali
Ets Ue: allarme costi

A poche settimane dalla revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, Confindustria avverte che senza correttivi l'impianto rischia di diventare insostenibile per ampie filiere manifatturiere italiane. L'associazione presenta dieci proposte in vista del piano che la Commissione Ue presenta a luglio, con l'obiettivo di ridurre la volatilità del prezzo della CO2 e l'impatto sulle bollette elettriche.

In evidenza

  • Confindustria chiede una riforma urgente dell'Ets Ue, inclusa la limitazione del prezzo della CO2 e l'esclusione degli operatori finanziari dalle aste.
  • Tra le dieci proposte figurano il blocco temporaneo dell'Ets marittimo, la revisione dei benchmark e l'istituzione di un fondo comune europeo per la decarbonizzazione.
  • Secondo Confindustria, il sistema attuale dell'Ets aumenta la pressione competitiva sui settori energivori, con impatti diretti sui prezzi dell'elettricità e investimenti industriali.

Proposte di riforma in vista del piano Ue

Come riportato da Il Sole 24 Ore Radiocor, Confindustria definisce la revisione dell'Ets un passaggio decisivo e parla di "ultima chiamata" per evitare effetti considerati tecnicamente ed economicamente non sostenibili per l'industria. Il vicepresidente per l'energia Aurelio Regina afferma che il sistema deve restare coerente con gli obiettivi della decarbonizzazione, ma anche con le condizioni del mercato unico europeo.

Tra le dieci misure indicate dall'associazione figurano la limitazione del prezzo delle quote attraverso interventi sulla riserva di stabilità del mercato, anche con un tetto al prezzo della CO2, e l'esclusione degli operatori puramente finanziari dalle aste. Confindustria propone inoltre la revisione dei benchmark dell'Ets, il blocco della riduzione delle quote gratuite, strumenti di sostegno alla decarbonizzazione finanziati da un fondo comune europeo, il blocco temporaneo dell'Ets marittimo e un ulteriore rinvio dell'Ets 2 per contenere gli impatti su piccole imprese e famiglie.

Pressione sulle filiere energivore europee

A Bruxelles, Regina ha incontrato la stampa insieme al presidente di Federacciai Antonio Gozzi e al presidente di Assocarta Lorenzo Poli, nel quadro di una serie di incontri istituzionali. Il messaggio delle associazioni è che l'attuale assetto dell'Ets sta aumentando la pressione competitiva sui comparti ad alto consumo energetico, mentre la transizione richiede tempi e strumenti compatibili con la sostenibilità industriale.

Per i settori più esposti, la richiesta è di affiancare agli obiettivi climatici meccanismi che limitino i costi lungo le catene produttive e riducano la volatilità del mercato della CO2. La revisione attesa dalla Commissione Ue a luglio assume così un rilievo diretto per i prezzi dell'elettricità, gli investimenti nella decarbonizzazione e la tenuta della base manifatturiera europea.

Nella nostra precedente analisi sulla revisione dell’Ets, abbiamo raccontato come il distretto ceramico di Sassuolo abbia portato a Bruxelles una posizione condivisa tra imprese e sindacati sui nuovi benchmark 2026-2030 per le quote di CO2. Il settore ha contestato parametri ritenuti non aderenti alle tecnologie disponibili, stimando un aumento dei costi annui da circa 70 a 120 milioni di euro e segnalando rischi per la competitività e di carbon leakage a favore delle importazioni.

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