Cosa ha causato l’ultimo calo del prezzo delle azioni Oracle

Cosa ha causato l’ultimo calo del prezzo delle azioni Oracle
Oracle scende oggi del 4,47% a $202,46

Oracle Corporation (ORCL) è attualmente scambiata a 202,46 $, in calo del 4,47% nella giornata. L’asset si trova al di sotto sia della media mobile semplice a 20 giorni che di quella a 200 giorni, pur rimanendo comodamente sopra la media mobile a 50 giorni, mostrando una pressione di breve termine all’interno di una struttura generalmente resiliente.

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ORCL previsione del prezzo
24H -0.71%
$205.97
48H 0.99%
$209.49
7D 2.48%
$212.58
1M 20.57%
$250.11
3M 77%
$367.16
6M 86.82%
$387.54
12M 24.11%
$257.46
Prezzo attuale: $ 207.44 -4.3800 2.07%
Chiuso 06/09
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In evidenza

  • I prossimi utili fiscali del Q4 di Oracle seguono ingenti investimenti nell'infrastruttura AI e un ampliamento delle acquisizioni di chip Nvidia.
  • Gli Obblighi di Prestazione Residui dell’azienda sono aumentati del 325% su base annua, raggiungendo i 553 miliardi di dollari, a dimostrazione di una domanda solida nonostante la persistente pressione sul prezzo delle azioni.
  • Tecnicamente, Oracle è scambiata al di sotto delle principali medie mobili con segnali di momentum contrastanti, probabilmente consolidando tra $184,08 e $230,03 nel breve termine.

Volatilità guidata dagli utili prevista tra forti investimenti in AI e attività sulle opzioni

Oracle pubblicherà i risultati del quarto trimestre fiscale il 10 giugno. L’azienda si è distinta per ingenti spese in conto capitale nell’infrastruttura AI, inclusi maggiori investimenti in progetti su larga scala e acquisizioni di chip Nvidia. L’attività sulle opzioni ha evidenziato l’attesa del mercato per una volatilità post-utili, con una crescita delle Remaining Performance Obligations riportata a 553 miliardi di dollari e in aumento del 325% su base annua, anche se l’andamento dei prezzi è rimasto sotto una più ampia pressione di vendita.

Anton Kharitonov, esperto presso Traders Union, ritiene che Oracle sia soggetta a una notevole pressione a breve termine, con il prezzo che si muove al di sotto delle medie mobili a 20 e 200 giorni. Sottolinea che l’entusiasmo degli investitori per le spese in conto capitale legate all’AI non è riuscito a sostenere il prezzo delle azioni dopo un gap negativo e forti vendite. L’analista evidenzia segnali tecnici contrastanti e una volatilità in aumento, richiamando l’attenzione sulla divergenza tra il momentum giornaliero rialzista e oscillatori sempre più in ipervenduto. Kharitonov ritiene che l’ottimismo recente riguardo agli obblighi futuri e agli investimenti in AI possa essere eccessivo. “L’azione dei prezzi attuale indica che i trader restano scettici, quindi i rischi al ribasso sono in primo piano finché Oracle non riconquista decisamente quota 208,84 dollari,” afferma.

Viktoras Karapetjanc, esperto presso Traders Union, sottolinea la solidità a lungo termine di Oracle nonostante la recente volatilità. Egli considera la forte crescita delle Remaining Performance Obligations e i consistenti investimenti nell’infrastruttura AI come elementi fondamentali positivi. Karapetjanc evidenzia che il momentum giornaliero favorevole e un RSI da neutro a solido indicano una domanda resiliente, con una struttura rialzista intatta sopra i 180,82 dollari. Si aspetta che i prossimi risultati finanziari rappresentino un catalizzatore chiave per una nuova spinta rialzista all’interno della fascia prevista. “Rimango fiducioso che la svolta strategica di Oracle verso l’AI e il solido portafoglio di contratti pongano le basi per una crescita ulteriore dopo questa correzione di breve termine,” afferma.

Il bias ribassista intraday persiste mentre il momentum tecnico diverge

Oracle è scambiata al di sotto sia della media mobile semplice a 20 giorni che di quella a 200 giorni (204,66 $ e 206,65 $), ma rimane ben al di sopra della media a 50 giorni a 180,82 $, indicando una rinnovata pressione di breve termine in un contesto di struttura di lungo periodo ancora favorevole. Il primo supporto dinamico appare vicino al livello Ichimoku Kijun a 208,84 $, con 180,82 $ (MA-50) come prossimo supporto chiave. I segnali di Momentum sono misti: il Moving Average Convergence Divergence (MACD) sul daily rimane decisamente rialzista, mentre l’Average Directional Index (ADX) indica solo una forza moderata. Il Relative Strength Index (RSI) è neutro-solido a 54,80, mentre Stochastic RSI e Commodity Channel Index (CCI) indicano condizioni di forte ipervenduto, suggerendo un potenziale rimbalzo a breve termine. Il Bull/Bear Power (BBP) resta positivo a 0,29, segnalando che i compratori dominano ancora il momentum intraday, anche se ora in territorio di ipervenduto. Il titolo è sceso del 4,47% a 202,46 $ dopo aver aperto oltre 7 $ sopra la chiusura di ieri, ritirandosi rapidamente vicino al minimo della giornata. La volatilità intraday è al 9,10%. La debolezza dopo un ampio gap rialzista e la crescente pressione ribassista impostano un tono cauto per la giornata. Si osserva una divergenza tra le letture degli oscillatori sempre più in ipervenduto e un momentum giornaliero ancora favorevole.

In precedenza, gli analisti avevano osservato che Oracle mostrava una struttura tecnica generalmente rialzista mitigata dalla cautela dovuta a segnali di momentum misti. Con l’andamento recente dei prezzi che riflette sia letture di oscillatori in ipervenduto sia segnali resilienti di lungo periodo, gli investitori dovrebbero concentrarsi sulla resistenza a 208,84 $ e sul supporto a 184,08 $ come livelli chiave per il trend di breve periodo.

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