Cosa ha causato l’ultimo calo del prezzo delle azioni Oracle
Oracle Corporation (ORCL) è attualmente scambiata a 202,46 $, in calo del 4,47% nella giornata. L’asset si trova al di sotto sia della media mobile semplice a 20 giorni che di quella a 200 giorni, pur rimanendo comodamente sopra la media mobile a 50 giorni, mostrando una pressione di breve termine all’interno di una struttura generalmente resiliente.
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In evidenza
- I prossimi utili fiscali del Q4 di Oracle seguono ingenti investimenti nell'infrastruttura AI e un ampliamento delle acquisizioni di chip Nvidia.
- Gli Obblighi di Prestazione Residui dell’azienda sono aumentati del 325% su base annua, raggiungendo i 553 miliardi di dollari, a dimostrazione di una domanda solida nonostante la persistente pressione sul prezzo delle azioni.
- Tecnicamente, Oracle è scambiata al di sotto delle principali medie mobili con segnali di momentum contrastanti, probabilmente consolidando tra $184,08 e $230,03 nel breve termine.
Volatilità guidata dagli utili prevista tra forti investimenti in AI e attività sulle opzioni
Oracle pubblicherà i risultati del quarto trimestre fiscale il 10 giugno. L’azienda si è distinta per ingenti spese in conto capitale nell’infrastruttura AI, inclusi maggiori investimenti in progetti su larga scala e acquisizioni di chip Nvidia. L’attività sulle opzioni ha evidenziato l’attesa del mercato per una volatilità post-utili, con una crescita delle Remaining Performance Obligations riportata a 553 miliardi di dollari e in aumento del 325% su base annua, anche se l’andamento dei prezzi è rimasto sotto una più ampia pressione di vendita.
Il bias ribassista intraday persiste mentre il momentum tecnico diverge
Oracle è scambiata al di sotto sia della media mobile semplice a 20 giorni che di quella a 200 giorni (204,66 $ e 206,65 $), ma rimane ben al di sopra della media a 50 giorni a 180,82 $, indicando una rinnovata pressione di breve termine in un contesto di struttura di lungo periodo ancora favorevole. Il primo supporto dinamico appare vicino al livello Ichimoku Kijun a 208,84 $, con 180,82 $ (MA-50) come prossimo supporto chiave. I segnali di Momentum sono misti: il Moving Average Convergence Divergence (MACD) sul daily rimane decisamente rialzista, mentre l’Average Directional Index (ADX) indica solo una forza moderata. Il Relative Strength Index (RSI) è neutro-solido a 54,80, mentre Stochastic RSI e Commodity Channel Index (CCI) indicano condizioni di forte ipervenduto, suggerendo un potenziale rimbalzo a breve termine. Il Bull/Bear Power (BBP) resta positivo a 0,29, segnalando che i compratori dominano ancora il momentum intraday, anche se ora in territorio di ipervenduto. Il titolo è sceso del 4,47% a 202,46 $ dopo aver aperto oltre 7 $ sopra la chiusura di ieri, ritirandosi rapidamente vicino al minimo della giornata. La volatilità intraday è al 9,10%. La debolezza dopo un ampio gap rialzista e la crescente pressione ribassista impostano un tono cauto per la giornata. Si osserva una divergenza tra le letture degli oscillatori sempre più in ipervenduto e un momentum giornaliero ancora favorevole.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che Oracle mostrava una struttura tecnica generalmente rialzista mitigata dalla cautela dovuta a segnali di momentum misti. Con l’andamento recente dei prezzi che riflette sia letture di oscillatori in ipervenduto sia segnali resilienti di lungo periodo, gli investitori dovrebbero concentrarsi sulla resistenza a 208,84 $ e sul supporto a 184,08 $ come livelli chiave per il trend di breve periodo.
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