Salov accelera sull'espansione in India e Sud America dopo la crescita del 2025
Dopo un 2025 segnato da tensioni commerciali e geopolitiche, Salov chiude l'anno con ricavi vicini a 500 milioni di euro, volumi di vendita in aumento del 3% a 100 milioni di litri ed Ebitda salito a 21 milioni. Il gruppo dell'olio d'oliva con sede a Lucca, controllato da Bright Food, punta ora a rafforzare la presenza estera con particolare attenzione a India e America Latina.
In evidenza
- Salov registra oltre il 70% del fatturato all'estero nel 2025, con gli Stati Uniti come primo mercato ma margini compressi dai dazi.
- Il gruppo punta su India e Sud America per l'espansione, sostenuto dall'accordo Ue-Mercosur e da una nuova intesa commerciale in India.
- Il CEO Laviola sottolinea che il settore italiano dell'olio d'oliva è penalizzato rispetto a Spagna e Tunisia per minor coordinamento e supporto istituzionale.
Risultati 2025 e strategia sui mercati esteri
Come riportato da Il Sole 24 Ore, l'amministratore delegato di Salov Gianmarco Laviola afferma che il bilancio conferma la capacità del made in Italy di reggere anche in una fase di crisi internazionali, nonostante l'impatto dei dazi di Donald Trump e le tensioni legate ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente.Oltre il 70% del fatturato del gruppo viene realizzato all'estero e gli Stati Uniti restano il primo mercato di riferimento. Il marchio Filippo Berio, uno dei due brand dell'azienda insieme a Sagra, è distribuito in più di 70 Paesi e mantiene una posizione storica negli U.S., dove il marchio risulta registrato dal 1867.
Laviola segnala che negli U.S. i margini si riducono nell'ultimo anno a causa dei dazi, mentre i volumi di vendita si consolidano. Per l'azienda, il mercato statunitense resta quindi centrale e non sostituibile nel breve periodo.
India e Mercosur al centro della crescita
Il gruppo toscano guarda con fiducia alle opportunità aperte dall'accordo Ue-Mercosur e osserva un forte dinamismo nei mercati sudamericani. Salov ha recentemente partecipato ad Apas, indicata come principale fiera del Sud America, e lavora sulle complessità legislative e amministrative dell'area anche attraverso la propria filiale di San Paolo.L'India rappresenta un altro fronte di sviluppo per l'azienda, alla luce della recente intesa commerciale stretta dalla Ue con un importante distributore locale. Secondo Laviola, il settore italiano dell'olio d'oliva continua però a scontare un divario competitivo rispetto ai produttori di Spagna e Tunisia, che si presentano sui mercati esteri con maggiore coordinamento e con un supporto istituzionale più evidente.
Il manager sostiene che la promozione dell'extravergine italiano all'estero ricade oggi soprattutto sui marchi privati. Per colmare il gap, indica la necessità di una presenza istituzionale più forte e di una maggiore capacità di fare squadra lungo tutta la filiera.
Nel nostro precedente approfondimento sulla crescita delle vendite dell’industria di marca in Italia a inizio 2026 abbiamo evidenziato che, pur in aumento, il settore opera in un quadro fragile tra domanda interna debole, costi in rialzo e tensioni geopolitiche. Abbiamo anche riportato la richiesta di un contesto normativo più semplice e stabile per sostenere investimenti e rafforzare la competitività, con l’export dei brand made in Italy indicato come leva decisiva.
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