Bce sollecita un cambio nei pagamenti al dettaglio nell’area euro

Bce sollecita un cambio nei pagamenti al dettaglio nell’area euro
BCE e pagamenti digitali

La dipendenza europea da pochi operatori extraeuropei nei pagamenti al dettaglio torna al centro del dibattito sulla sovranità monetaria e sulla resilienza finanziaria. Piero Cipollone avverte che l’assenza di una soluzione pienamente europea per i pagamenti digitali espone l’area dell’euro a un rischio strutturale.

In evidenza

  • La BCE segnala una forte dipendenza dell’area euro da pochi circuiti di pagamento extraeuropei, sollecitando una nuova strategia per i pagamenti al dettaglio.
  • Cipollone evidenzia che i circuiti internazionali regolano due terzi dei pagamenti con carta nell’area euro e tredici Paesi su ventuno non hanno circuiti nazionali.
  • La mancanza di un’infrastruttura paneuropea per i pagamenti digitali mette a rischio la resilienza e l’autonomia finanziaria dell’Eurozona secondo la BCE.

Allarme sulla dipendenza dai circuiti esteri

Come riportato da Il Sole 24 Ore, Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, afferma al convegno "Ottannt’anni di Repubblica" alla Sapienza che è arrivato il momento di affrontare le dipendenze nel settore dei pagamenti al dettaglio e invertire la rotta. Secondo Cipollone, la banca centrale deve evitare che le dipendenze esterne nei pagamenti e nella finanza annullino la sovranità monetaria dell’Europa.

L’esponente della Bce osserva che l’Europa si trova attualmente in una condizione di forte dipendenza, facendo ampio affidamento su un numero limitato di soluzioni e canali di pagamento extraeuropei. A suo avviso, in un contesto internazionale frammentato questa esposizione non è più sostenibile per una funzione essenziale come i pagamenti quotidiani.

Rischi per resilienza e autonomia europea

Cipollone indica nei pagamenti con carta di debito un esempio particolarmente evidente di questa fragilità. I circuiti internazionali regolano infatti due terzi dei pagamenti con carta nell’area dell’euro, mentre tredici dei ventuno Paesi dell’area non dispongono neppure di un circuito nazionale di carte.

Il quadro, secondo la Bce, mette a rischio la resilienza dei sistemi di pagamento del continente e mostra il ritardo nella costruzione di un’infrastruttura comune. Non esiste ancora una soluzione europea capace di operare nell’intera area dell’euro per tutti i pagamenti digitali, un limite che rafforza la dipendenza esterna del settore.

Nella nostra precedente analisi sul Comitato per le politiche macroprudenziali, abbiamo riportato la valutazione sulla tenuta del sistema finanziario italiano e sul funzionamento ordinato dei mercati in un contesto geopolitico incerto. L’articolo evidenziava anche l’attenzione delle autorità ai rischi operativi e cibernetici legati all’intelligenza artificiale e il rafforzamento del monitoraggio su strumenti come certificates e criptoattività, con focus su trasparenza e vigilanza.

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