Il supporto a $4.097 contiene Gold mentre la pressione di vendita diminuisce
Gold (XAU) è scambiato a $4.179, registrando un calo giornaliero dello 0,71%. The prezzo rimane al di sotto delle sue principali medie mobili, mostrando una pressione continua da parte dei venditori.
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In evidenza
- Gold affronta venti contrari poiché un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran riportato riduce il rischio geopolitico e la domanda di beni rifugio.
- Un atteggiamento restrittivo della Federal Reserve ha rafforzato il dollaro fino a un massimo plurimensile, esercitando ulteriore pressione sui prezzi dell’oro.
- I segnali tecnici sono decisamente ribassisti, con l’oro previsto in fase di consolidamento tra $4.097 e $4.260 in un contesto di forte pressione di vendita.
L’allentamento delle tensioni geopolitiche e l’atteggiamento restrittivo della Fed frenano la domanda di beni rifugio
La pubblicazione del testo dell’accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran, come riportato da CNBC, ha ridotto le tensioni geopolitiche e limitato i flussi verso l’oro come bene rifugio. Secondo Finimize, la decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi d’interesse invariati, accompagnata da una prospettiva restrittiva, ha portato il dollaro USA al livello più alto da maggio 2025, esercitando ulteriore pressione sull’oro rendendolo meno attraente per gli acquirenti internazionali. L’incertezza persistente riguardo all’influenza dell’Iran sullo Stretto di Hormuz e i recenti cali dei rendimenti dei US Treasury hanno introdotto ulteriore volatilità, come osservato da Golddealer.
La pressione ribassista persiste mentre l’oro rompe diversi supporti tecnici
Dal punto di vista tecnico, XAU si trova al di sotto della MA-20 ($4.226) e della MA-50 ($4.289) sul timeframe H4, mentre la MA-200 ($4.643, giornaliera) resta ben al di sopra dei livelli attuali. L’Ichimoku Kijun a $4.253 funge da resistenza immediata. I segnali di Momentum restano negativi: l’RSI è a 31,83, MACD e ADX emettono entrambi segnali di vendita, e anche l’Awesome Oscillator conferma la tendenza ribassista. CCI e BBP risultano entrambi in ipervenduto, segnalando una netta predominanza dei venditori, mentre lo Stoch RSI è neutrale, suggerendo che potrebbe esserci spazio per una correzione ma senza conferme al momento.
Il rischio ribassista prevale mentre il trading laterale incontra una resistenza chiave
Nelle prossime sessioni, è probabile che l’oro consolidi all’interno di una fascia di volatilità compresa tra $4.097 e $4.260. Il modello assegna una probabilità del 77% a un ulteriore ribasso, con solo il 23% di possibilità di una risoluzione al rialzo. Se l’oro dovesse superare la zona di resistenza tra $4.253 e $4.260, sarebbe possibile un’inversione di tendenza a breve termine. Al contrario, una discesa sotto i $4.097 indicherebbe una pressione di vendita crescente e aprirebbe la strada a nuovi livelli di supporto.
In precedenza era stato riportato che l’oro rimaneva sotto una persistente pressione ribassista, con cautela raccomandata in presenza di momentum debole e segnali tecnici negativi. Gli ultimi sviluppi rafforzano questa visione, e i trader dovrebbero monitorare attentamente un eventuale movimento deciso sotto i $4.097, poiché potrebbe intensificare il rischio di ribasso nelle prossime sessioni.
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