Tech Europe Foundation accelera sul trasferimento tecnologico in Italia con 130 milioni raccolti

Tech Europe Foundation accelera sul trasferimento tecnologico in Italia con 130 milioni raccolti
130 milioni per innovare

Nel contesto del ritardo europeo nella trasformazione della ricerca in impresa, Tech Europe Foundation punta a costruire in Italia una piattaforma capace di collegare università, capitale manageriale, industria e investitori. Dopo 15 mesi di attività, l'iniziativa dichiara di avere già raccolto circa 130 milioni, finanziato 111 progetti di ricerca e sostenuto 78 start up.

In evidenza

  • Tech Europe Foundation raccoglie circa 130 milioni in 15 mesi, supportando 111 progetti di ricerca, 78 start up e coinvolgendo 1.135 persone.
  • La piattaforma, sostenuta da sei soci fondatori tra cui Fondazione Polimi e Università Bocconi, lancia cinque prodotti su sei previsti nel primo ciclo.
  • La fondazione punta a mille start up e oltre 300 progetti di ricerca all'anno, con l'obiettivo di raccogliere un miliardo per scalare l'ecosistema italiano dell'innovazione.

Modello operativo e primi risultati

Come riportato da Il Sole 24 Ore, Tech Europe Foundation nasce all'inizio del 2025 con l'obiettivo di colmare un vuoto strutturale nell'ecosistema italiano ed europeo dell'innovazione, trasformando in modo sistematico la scienza in attività d'impresa. Il ceo Luca de Angelis afferma che il problema non riguarda la qualità della ricerca o la disponibilità di risorse di base, ma l'assenza di un meccanismo stabile capace di creare, sostenere e far crescere le idee.

Secondo de Angelis, per rendere competitivo il sistema servono incentivi alla ricerca breakthrough, capitale manageriale e una più forte cultura della crescita. La fondazione adotta un modello non profit che parte dalle università, considerate il luogo in cui nascono le idee, e accompagna i progetti con competenze manageriali fino al collegamento con industria e investitori.

In 15 mesi Tef raccoglie circa 130 milioni ed è sostenuta da sei soci fondatori, Fondazione Polimi, Università Bocconi, Ion, Fsi, Camera di commercio di Milano Monza Brianza e Lodi e Fondazione Ennio Doris. La piattaforma lancia cinque prodotti su sei, con il sesto previsto in autunno, finanzia 111 progetti di ricerca, supporta 78 start up e coinvolge 1.135 persone.

Obiettivi di scala per l'ecosistema italiano

La fondazione indica un traguardo di mille start up all'anno, oltre 300 progetti di ricerca e una raccolta complessiva di un miliardo, soglia che de Angelis considera minima per correggere la traiettoria del Paese. L'iniziativa si inserisce in una fase in cui, secondo il ceo, l'accelerazione dell'intelligenza artificiale amplia il divario tra Europa, U.S. e Cina, mentre le principali società globali si concentrano sempre più su ricerca avanzata e prodotti ad alta ingegneria.

Per l'Italia, il progetto punta quindi a rafforzare il trasferimento tecnologico e a dare continuità industriale ai risultati della ricerca accademica. Se il modello riesce a crescere su scala, può aumentare la capacità del Paese di generare nuove imprese innovative e di trattenere valore in settori ad alta intensità di conoscenza.

Nel nostro precedente approfondimento sugli investimenti in ricerca e sviluppo delle PMI familiari italiane abbiamo evidenziato che, tra il 2020 e il 2024, solo una impresa su dieci contabilizza costi di R&S, mentre le aziende attive su questo fronte sono diminuite. Pur con un aumento complessivo della spesa, l’innovazione resta concentrata in poche realtà (soprattutto nel Nord-Est) e l’approccio a brevetti e intelligenza artificiale risulta spesso prudente e difensivo.

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