INPS apre le domande per i bonus assunzioni 2026 per giovani, donne e aree ZES
Con l'avvio delle procedure per il 2026, i datori di lavoro privati possono richiedere tre incentivi all'assunzione legati a contratti a tempo indeterminato. Le misure coprono i rapporti stipulati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 e prevedono l'esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico delle imprese.
In evidenza
- INPS apre le domande per il Bonus Giovani, Bonus Donne e Bonus ZES 2026, tutti con esonero contributivo totale per assunzioni a tempo indeterminato.
- Il Bonus Giovani si applica ai lavoratori sotto i 35 anni svantaggiati, il Bonus Donne alle donne svantaggiate, entrambi mirati a ridurre il divario occupazionale.
- Il Bonus ZES 2026 sostiene l’occupazione di over 35 disoccupati da almeno 24 mesi nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Umbria.
Requisiti e perimetro degli incentivi 2026
L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha avviato la possibilità di presentare domanda per il Bonus Giovani, il Bonus Donne e il Bonus ZES 2026, con istruzioni operative dedicate alle tre misure. Gli incentivi si applicano alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2026 e puntano a sostenere l'occupazione stabile attraverso uno sgravio contributivo totale per i datori di lavoro privati.Il Bonus Giovani 2026 riguarda i lavoratori che alla data dell'assunzione non hanno ancora compiuto 35 anni e si trovano in condizione svantaggiata o molto svantaggiata. Il Bonus Donne 2026 è destinato invece alle donne svantaggiate o molto svantaggiate inserite in azienda con contratto a tempo indeterminato, con l'obiettivo di ridurre il divario di genere nel mercato del lavoro.
Impatto atteso su occupazione e Mezzogiorno
La terza misura, il Bonus ZES 2026, si concentra sul sostegno all'occupazione in specifiche aree del Paese e interessa lavoratori che hanno già compiuto 35 anni e risultano disoccupati da almeno 24 mesi. Per accedere all'incentivo, l'assunzione deve avvenire in una sede o unità produttiva situata in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna o Umbria.Nel complesso, il pacchetto amplia gli strumenti di riduzione del costo del lavoro per le imprese e indirizza gli aiuti verso categorie considerate più fragili o territori con maggiori esigenze occupazionali. La combinazione tra esonero contributivo pieno e focalizzazione su giovani, donne e aree ZES rafforza il ruolo degli incentivi pubblici nella programmazione delle assunzioni per il 2026.
Nel nostro precedente articolo sul Rendiconto generale INPS 2025 abbiamo riportato la presentazione del documento da parte del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, con focus su entrate, uscite e andamento economico dell’Istituto. L’attenzione era rivolta al monitoraggio degli equilibri finanziari dell’INPS, tema chiave per la sostenibilità del sistema previdenziale e per valutare il margine di manovra delle misure sul lavoro.
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