Cuoa supera 10 milioni di ricavi, cresce la base soci e accelera su estero e governance
La business school Cuoa chiude il 2025 con ricavi oltre i 10 milioni di euro, redditività raddoppiata e un utile superiore a 500mila euro. I risultati rafforzano il nuovo piano triennale della fondazione, che punta ad ampliare la presenza presso aziende nazionali e internazionali mantenendo il sostegno al tessuto imprenditoriale del Nord Est.
In evidenza
- Cuoa supera 10 milioni di ricavi, segnando una crescita significativa rispetto agli anni precedenti e rafforzando la solidità finanziaria.
- Il numero di aziende socie sostenitrici, con contributi annui di 5mila euro, aumenta da 159 nel 2023 a 184 nel 2024, previsti 207 nel 2025.
- Nel 2025 i soci fondatori raggiungono quota 13 con l'ingresso della Camera di commercio di Padova, rafforzando governance e supporto istituzionale.
Sviluppo internazionale e rafforzamento della base associativa
Secondo Il Sole 24 Ore, il presidente indica tra le priorità del nuovo consiglio di amministrazione, eletto un anno fa, e del nuovo piano triennale lo sviluppo all'estero. Cuoa continua a rivolgersi storicamente alle imprese del territorio del Nord Est, ma amplia sempre più il proprio raggio d'azione verso aziende nazionali e internazionali.La crescita della base dei soci sostenitori conferma, secondo Cuoa, l'efficacia della proposta formativa. Le aziende private che versano un contributo annuo di 5mila euro passano da 159 nel 2023 a 184 nel 2024, fino a 207 nel 2025.
Aumentano anche i soci fondatori, il cui contributo annuo è di 10mila euro. Con l'ingresso della Camera di commercio di Padova, nel 2025 il totale arriva a 13, rafforzando la governance e il sostegno istituzionale alla business school di Altavilla Vicentina.
Nel nostro precedente approfondimento sugli investimenti nei porti italiani e sul rafforzamento dell’intermodalità ferro-mare abbiamo analizzato come, nel riassetto del commercio globale, il Mediterraneo stia aumentando la sua centralità strategica. Abbiamo evidenziato che l’Italia ha oltre 13 miliardi di euro di interventi programmati fino al 2028 e incentivi dedicati per rendere la logistica più efficiente, digitalizzata e resiliente, così da intercettare nuovi flussi commerciali e sostenere l’apertura internazionale del sistema Paese.
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