Grosseto, rinvio a giudizio per frode su fondi UE nella mobilità sostenibile

Grosseto, rinvio a giudizio per frode su fondi UE nella mobilità sostenibile
Frode fondi UE Grosseto

L'inchiesta sulla gestione di un progetto europeo per la mobilità sostenibile nella Costa d'Argento porta alla richiesta di rinvio a giudizio per sei persone e al blocco di una parte dei contributi. Il procedimento riguarda finanziamenti comunitari per oltre 2,8 milioni di euro, con contestazioni che includono truffa aggravata, tentata truffa e malversazione.

In evidenza

  • L'indagine sul progetto LIFE per la mobilità sostenibile in Toscana ha rilevato che i battelli elettrici finanziati sono rimasti prototipi non omologati e abbandonati.
  • Le autorità hanno bloccato l'ultima tranche da 852.549 euro su un finanziamento UE totale di 2.841.430 euro e avviato il recupero di 1.989.281 euro già erogati.
  • Contestati affidamenti a società collegate ai responsabili e fatturazioni gonfiate per consulenze, con sei persone richieste a giudizio per frode su fondi europei.

Indagine sul programma LIFE e fondi contestati

Secondo GDF.gov.it, citando la Guardia di Finanza, le investigazioni dei militari della Compagnia di Orbetello, coordinate dalla Procura Europea, ufficio di Bologna, si concentrano su un progetto finanziato nell'ambito del programma comunitario LIFE della Commissione europea. L'iniziativa era destinata a sostenere la mobilità sostenibile e integrata nei comuni di Isola del Giglio, Monte Argentario e Orbetello, anche attraverso l'impiego di veicoli elettrici e battelli elettrici per la laguna di Orbetello.

Secondo gli accertamenti, i battelli appositamente realizzati non entrano mai in funzione perché restano prototipi privi di omologazione alla navigazione. Il progetto era stato autorizzato tramite una convenzione di sovvenzione diretta tra l'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese, quale ente erogatore, e il beneficiario incaricato del coordinamento, individuato in un centro di ricerca di un noto dipartimento di studi, rappresentante anche degli altri beneficiari associati.

Le verifiche, condotte anche attraverso perquisizioni in diverse regioni italiane e l'analisi della documentazione sequestrata, fanno emergere che i mezzi realizzati o acquistati con i fondi comunitari si trovano in stato di completo abbandono. Gli investigatori rilevano inoltre che circa il 70% delle risorse viene imputato a spese di personale, comprese permanenze in località turistiche.

Impatto economico e profili contestati

Gli inquirenti contestano anche l'affidamento di commesse a società riconducibili ai responsabili del progetto, che avrebbero poi fatturato attività di consulenza per aumentare i costi complessivi e percepire indebitamente i finanziamenti. L'attività investigativa consente così di bloccare l'erogazione dell'ultima tranche da 852.549 euro su un finanziamento complessivo di 2.841.430 euro e di avviare la procedura di recupero di 1.989.281 euro già erogati dall'Unione europea.

Tra gli indagati figurano due soggetti addetti alla gestione del progetto, tre amministratori e un dipendente di tre società beneficiarie. La vicenda conferma l'attenzione delle autorità sul corretto utilizzo delle risorse europee destinate agli investimenti, in un settore, quello della mobilità sostenibile, considerato strategico per lo sviluppo locale e per la transizione dei trasporti.

La richiesta di rinvio a giudizio riguarda sei persone, ma per tutti gli indagati continua a valere il principio della presunzione di innocenza fino a un giudizio definitivo.

Nel nostro precedente articolo sugli obblighi di trasmissione al Casellario centrale delle pensioni, abbiamo riassunto le regole INPS e le principali scadenze per l’invio telematico dei dati da parte degli enti erogatori. Abbiamo anche evidenziato che ritardi o omissioni possono incidere su adempimenti fiscali e verifiche reddituali legate a prestazioni collegate al reddito, motivo per cui sono previsti incontri di chiarimento operativo con gli enti interessati.

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