Export Italia, la spinta dell’oro verso la Svizzera maschera il calo di diversi settori

Export Italia, la spinta dell’oro verso la Svizzera maschera il calo di diversi settori
Oro maschera calo export

Nel 2026 l’export italiano continua a crescere, ma l’aumento del 4,1% risente in larga parte delle spedizioni di oro verso la Svizzera. Il peso dei lingotti provenienti da Arezzo altera infatti il quadro complessivo, mentre in maggio diversi comparti manifatturieri registrano una flessione.

In evidenza

  • Italian export growth in May is driven by gold shipments to Switzerland, with basic metals exports quadrupling to 1,7 miliardi di euro and up 267% to 8,5 miliardi in five months.
  • Excluding gold to Switzerland, exports of pharmaceuticals, machinery, wood and paper, fashion, food, and furniture all declined in May, with only chemicals, electronics, and vehicles growing.
  • Chinese car imports to Italy tripled to 454 milioni di euro in May and doubled to 1,7 miliardi year-to-date, raising the Chinese import share to nearly 9%.

Andamento delle vendite estere a maggio

Come riportato da Il Sole 24 Ore, i dati Istat mostrano che oltre tre punti della crescita dell’export derivano da un solo prodotto, l’oro, e da un solo mercato, la Svizzera. Nel solo mese di maggio la voce “metalli di base” verso la Svizzera quadruplica a 1,7 miliardi di euro, raggiungendo 8,5 miliardi nei primi cinque mesi dell’anno, con un aumento del 267%.

Al netto di questo contributo, il quadro settoriale appare più debole. Nel mese calano farmaceutica, macchinari, legno e carta, moda, alimentari e mobili, mentre crescono solo poche aree, tra cui chimica, elettronica e autoveicoli; questi ultimi beneficiano della ripresa produttiva di Stellantis dopo il tracollo del 2025.

Sul fronte dei mercati di sbocco, oltre al balzo della Svizzera del 58%, i progressi risultano sostenuti in Cina e nell’area del Mercosur, con aumenti più contenuti ma diffusi in diversi Paesi europei. Fa eccezione la Germania, dove si registra un calo del 3,3%, mentre rallentano anche gli Stati Uniti, secondo mercato di destinazione per l’Italia.

Pressione competitiva sulle importazioni auto

Dal lato degli acquisti, prosegue invece la corsa delle auto cinesi sul mercato italiano. Il valore delle importazioni triplica a 454 milioni di euro nel mese e più che raddoppia a 1,7 miliardi dall’inizio dell’anno.

La quota della Cina sulle importazioni di vetture sale così a ridosso del 9%, posizionandosi dietro la Germania e davanti agli altri principali esportatori di auto verso l’Italia, tra cui Francia, Polonia, Spagna e Turchia. Il dato segnala una pressione crescente sul settore automobilistico e conferma il rafforzamento della presenza cinese nel mercato nazionale.

Nella nostra precedente analisi sul commercio estero italiano a maggio 2026 abbiamo evidenziato che le esportazioni sono cresciute solo dello 0,2% su base mensile, mentre le importazioni sono aumentate dell’1,5%. Abbiamo inoltre sottolineato che, su base annua, l’export è salito in valore ma è sceso in volume, un segnale di crescita meno solida della domanda estera e di un quadro più fragile per i settori esposti ai mercati internazionali.

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