Masaf restringe l'etichetta dell'olio extra vergine per il settore olivicolo italiano
Il governo introduce nuove regole sull'etichettatura dell'olio d'oliva, in un mercato considerato centrale per la dieta delle famiglie italiane e per una filiera agricola diffusa sul territorio nazionale. La misura punta a rafforzare i controlli sulla miscelazione e a limitare l'uso della dicitura extra vergine ai prodotti di categoria superiore.
In evidenza
- Il Masaf vieta dal 28 giugno 2024 l'etichettatura come olio extra vergine d'oliva per blend con olio vergine, imponendo regole più restrittive.
- La circolare mira a rafforzare la distinzione commerciale tra categorie e potenzia i controlli dalla fase di imbottigliamento alla vendita lungo tutta la filiera olivicola.
- Oltre un milione di ettari italiani sono coinvolti dal provvedimento, con l'obiettivo di garantire corrispondenza reale tra etichetta e qualità per il consumatore.
Nuove regole su miscelazione ed etichette
Secondo Masaf, citando il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, da oggi può essere etichettato come olio extra vergine di oliva solo l'olio di oliva di categoria superiore.La nuova circolare sulla miscelazione degli oli, firmata oggi dai capi dipartimento competenti del Masaf, stabilisce che l'olio ottenuto dalla miscelazione di olio extra vergine con olio di oliva vergine non può riportare in etichetta la denominazione "olio di oliva extravergine".
Il ministro Francesco Lollobrigida afferma che servono regole certe per chi produce e imbottiglia e informazioni chiare per chi acquista e consuma, indicando la stretta normativa come una tutela per salute pubblica, trasparenza commerciale e lavoro agricolo.
Impatto sulla filiera olivicola italiana
L'intervento riguarda un comparto che il ministero definisce patrimonio nazionale da proteggere e valorizzare. Secondo quanto indicato nel testo, oltre un milione di ettari del territorio italiano sono dedicati all'olivicoltura.Per il settore, la circolare rafforza la distinzione commerciale tra categorie di prodotto e può aumentare la pressione sui controlli lungo la filiera, dall'imbottigliamento alla vendita. Per i consumatori, l'obiettivo dichiarato è rendere più immediata la corrispondenza tra denominazione in etichetta e qualità effettiva dell'olio acquistato.
Nel nostro precedente articolo sui chiarimenti INPS sulla riduzione contributiva agricola abbiamo spiegato che, con il messaggio n. 2370 del 15 luglio 2026, sono considerate rilevanti ai fini della perdita del beneficio solo le violazioni nella fase di instaurazione del rapporto di lavoro. Abbiamo inoltre riportato che le inadempienze su retribuzione, orario e sicurezza in rapporti già avviati non incidono sull’agevolazione e che, nei casi di intermediazione illecita e sfruttamento, l’eventuale perdita del beneficio è limitata ai lavoratori e ai periodi direttamente coinvolti.
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