Bankitalia segnala occupazione in aumento e crescita salariale moderata in Italia

Bankitalia segnala occupazione in aumento e crescita salariale moderata in Italia
Occupazione in crescita Italia

Nel mercato del lavoro italiano le condizioni restano nel complesso positive, con l'occupazione in aumento nel primo trimestre dell'anno e nel bimestre aprile-maggio. Il tasso di disoccupazione scende a un nuovo minimo storico, mentre la crescita delle retribuzioni contrattuali si mantiene moderata anche nei prossimi mesi.

In evidenza

  • Secondo il Bollettino economico della Banca d'Italia, l'occupazione in Italia cresce sia nel primo trimestre che tra aprile e maggio, con partecipazione stabile.
  • Il tasso di disoccupazione scende a un nuovo minimo storico, segnalando una forte tenuta del mercato del lavoro italiano nonostante una domanda in rallentamento.
  • La crescita delle retribuzioni contrattuali resta moderata nei prossimi mesi, con solo il 12% dei lavoratori privati in attesa di rinnovo contrattuale e limitato impatto delle pressioni salariali sull'economia.

Quadro del lavoro e indicazioni del bollettino

Secondo Il Sole 24 Ore, che cita il Bollettino economico della Banca d'Italia, il miglioramento del mercato del lavoro prosegue nei dati più recenti, con un aumento degli occupati sia nel primo trimestre sia tra aprile e maggio, mentre la partecipazione resta pressoché stabile.

L'istituto segnala che il tasso di disoccupazione continua a calare e raggiunge un nuovo minimo storico, indicando una tenuta complessiva del mercato occupazionale italiano in una fase di domanda in rallentamento.

Pressioni salariali e impatto per l'economia

Bankitalia spiega che la crescita delle retribuzioni contrattuali si mantiene moderata anche nei prossimi mesi a causa del raffreddamento della domanda e della bassa quota di contratti in attesa di rinnovo, che riguarda il 12% dei lavoratori del settore privato.

Il quadro suggerisce un impatto contenuto delle pressioni salariali sull'economia italiana. La banca centrale aggiunge che la contrattazione collettiva vigente in genere non prevede clausole automatiche di indicizzazione delle retribuzioni all'inflazione e che i contratti che le includono fanno solitamente riferimento a un indice dei prezzi che esclude i beni energetici importati.

Nel nostro precedente approfondimento sull’agenda economica del 17 luglio abbiamo segnalato la pubblicazione del Bollettino Economico della Banca d’Italia come uno degli snodi principali per leggere il quadro macro italiano. L’articolo richiamava anche i dati Istat sulle costruzioni e la lettura finale dell’inflazione dell’Eurozona, elementi utili a orientare aspettative su tassi BCE e condizioni di mercato.

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