Confindustria critica la revisione ETS Ue, Orsini vede effetti limitati per l’industria

Confindustria critica la revisione ETS Ue, Orsini vede effetti limitati per l’industria
ETS Ue sotto accusa

La revisione del sistema europeo di scambio delle emissioni resta al centro delle preoccupazioni dell’industria italiana, che chiede interventi più incisivi su costi e volatilità del mercato della CO2. Confindustria sostiene che l’attuale proposta non corregge le debolezze strutturali del meccanismo e rischia di penalizzare produzione, occupazione e investimenti nell’Unione europea.

In evidenza

  • Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini critica la revisione ETS della Commissione Ue come insoddisfacente, evidenziando attese di misure più incisive dagli operatori e l'aumento del prezzo delle quote.
  • Orsini segnala che la proposta offre solo una limitata quota di permessi gratuiti vincolati a investimenti green e manca strumenti contro volatilità e speculazione sul prezzo della CO2.
  • Confindustria avverte che l'attuale ETS può penalizzare la competitività industriale europea, complicando la gestione della transizione climatica e la tutela di occupazione e investimenti.

Critiche alla proposta della Commissione

Come riportato da Il Sole 24 Ore, citando Il Sole 24 Ore Radiocor, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini afferma in una nota che la proposta europea di revisione dell’ETS è insoddisfacente per l’industria italiana e che l’aumento odierno del prezzo delle quote sul mercato mostra come gli operatori si aspettassero un intervento più profondo.

Secondo Orsini, il piano della Commissione europea si limita a misure con effetti solo marginali nel breve termine e non affronta le criticità strutturali del sistema nel contesto globale. Tra i punti contestati ci sono il rilascio di una quota molto ridotta di permessi gratuiti, peraltro subordinati a investimenti in decarbonizzazione, e l’assenza di strumenti per ridurre la volatilità dei prezzi della CO2 e la speculazione finanziaria.

Impatto atteso su industria e occupazione

Confindustria avverte che l’impostazione attuale dell’ETS può avere ricadute negative sulla competitività industriale europea in una fase in cui le imprese devono conciliare transizione climatica, investimenti e tenuta produttiva.

Orsini aggiunge che l’organizzazione intende proseguire il confronto insieme ai partner europei per sostenere un sistema ETS che tuteli il clima senza sacrificare industria, occupazione, investimenti e sovranità produttiva europea.

Nel nostro precedente articolo sulla revisione dell’EU ETS, abbiamo ricostruito la posizione dell’Italia nel negoziato europeo, favorevole a rafforzare gli strumenti di supporto agli investimenti per la decarbonizzazione industriale. Avevamo però evidenziato che restano nodi regolatori cruciali, in particolare su benchmark e assegnazione delle quote gratuite, con possibili conseguenze sulla competitività dei settori più esposti e sul rischio di rilocalizzazioni extra-UE.

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