Credito in Italia, la domanda cresce a settembre con BNPL, prestiti personali e mutui in aumento
Dopo la pausa estiva, il mercato del credito italiano torna a espandersi a settembre e mantiene un andamento positivo su base annua in quasi tutte le principali categorie di prodotto. La crescita si concentra soprattutto nel Mezzogiorno, tra gli under 36 e tra i cittadini nati all'estero, mentre il contesto macroeconomico resta segnato da inflazione elevata e tassi più alti.
Punti chiave
- Il Buy Now Pay Later cresce del 23% su base annua a settembre 2026, con un ticket medio di 208 euro e il 44,7% delle richieste da under 36.
- I mutui aumentano del 2% annuo e del 35,6% rispetto al mese precedente, importo medio richiesto 122.989 euro (+5,2%), con Gen Z in crescita del 24,9%.
- L'indice Istat di fiducia dei consumatori scende a 91,2, l'inflazione risale al 4,2%, il TAEG supera il 10% e la BCE alza i tassi di 25 punti base.
Crescita della domanda e segmenti trainanti
Come riporta Teleborsa, il Rapporto sul Credito Italiano, Trends & Insights di Experian, elaborato sui dati del Sistema di Informazioni Creditizie della società, indica un recupero della domanda a settembre 2026 per quasi tutti i prodotti. Le eccezioni sono leasing e renting, in calo dell'8,92% su base annua, e i prestiti captive, in flessione del 6,10%.Il Buy Now Pay Later segna un aumento del 23% rispetto a settembre 2025, con un ticket medio di 208 euro, in crescita del 10,4% su base annua. In questo segmento, gli under 36 rappresentano il 44,7% delle richieste.
Anche i prestiti personali avanzano del 17,7% su base annua, ma con un importo medio in discesa a 9.151 euro, pari a un calo del 9,9%. Il dato suggerisce un ricorso più frequente a questa forma di finanziamento per esigenze di spesa più contenute.
I mutui crescono del 2% su base annua e del 35,6% rispetto al mese precedente, con un importo medio richiesto di 122.989 euro, in aumento del 5,2%. Le sole aree in crescita sono Centro e Sud, entrambe oltre il 5%, mentre i Millennial coprono il 47,9% delle domande e la Gen Z registra l'aumento annuo più elevato, pari al 24,9%.
I cittadini nati all'estero arrivano al 31,1% delle richieste di mutuo, con una crescita annua del 7,2%. Nei prestiti finalizzati, in aumento del 3,5% su base annua, il Sud concentra il 46,5% delle domande e le richieste femminili crescono del 9%, mentre quelle maschili restano sostanzialmente stabili.
Pressioni macroeconomiche e implicazioni per il settore
I prestiti finalizzati mostrano inoltre un importo medio di 1.955 euro, in rialzo del 12,6%, e vedono il 74% delle richieste concentrato su veicoli e telefoni cellulari. L'auto nuova raddoppia su base mensile, con un balzo del 99,1%, e registra anche un incremento annuo del 5,1%, mentre i canali digitali crescono del 10,9% su base annua.Secondo Armando Capone, amministratore delegato di Experian Italia, i dati di settembre 2026 mostrano un consolidamento della crescita del credito su base annua e confermano la resilienza della domanda nonostante un quadro macroeconomico ancora difficile. Capone sottolinea inoltre che il mercato non si sviluppa in modo omogeneo, ma è sostenuto da cluster specifici come giovani, donne, regioni del Sud e nuovi italiani.
Il contesto resta infatti complesso. L'indice Istat di fiducia dei consumatori scende a 91,2 punti dai precedenti 94,5, l'inflazione risale al 4,2% per effetto delle dinamiche dell'energia, il TAEG del credito al consumo supera il 10% e la BCE alza i tassi di 25 punti base a metà settembre.
Per gli istituti finanziari, questo quadro rafforza la necessità di calibrare prodotti e canali distributivi sui segmenti che mostrano la crescita più rapida. La capacità di intercettare la domanda proveniente da giovani, famiglie del Sud e nuovi italiani emerge così come uno dei principali fattori competitivi del mercato.
Nella nostra precedente analisi sui prestiti al settore privato in Italia, abbiamo evidenziato che ad agosto il credito continuava a espandersi, con una crescita annua del 3,7% e un aumento sia per famiglie sia per imprese. L’articolo metteva inoltre in risalto l’irrigidimento delle condizioni di finanziamento, con il costo dei nuovi mutui salito al 3,99% e il TAEG del credito al consumo in ulteriore rialzo, oltre alle dinamiche di raccolta tra depositi e obbligazioni.
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