Italia chiede modifiche all'Ets Ue per ridurre la pressione su industria ed export

Italia chiede modifiche all'Ets Ue per ridurre la pressione su industria ed export
Italia sfida l'Ets Ue

Nel confronto europeo sulla decarbonizzazione industriale, l'Italia torna a sollevare il tema dei costi che gravano sui settori più esposti. Il governo sostiene che l'aumento dei prezzi energetici e delle quote Ets rischia di indebolire competitività, investimenti e occupazione in Europa.

Punti chiave

  • Italia chiede al Consiglio Ambiente Ue modifiche all'Ets, inclusa la sospensione della riduzione delle quote gratuite nei settori Cbam e tutele per l'export.
  • Il governo italiano vuole che le risorse del mercato europeo del carbonio tornino ai settori e territori più esposti tramite strumenti di finanziamento dedicati.
  • Italia segnala che un ulteriore aumento dei costi su carburanti, trasporti e riscaldamento non è sostenibile per industria e occupazione in Europa.

Richieste italiane al Consiglio Ambiente

Come riferito dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, il viceministro Vannia Gava afferma al Consiglio Ue Ambiente di Lussemburgo che l'Europa non può perseguire la decarbonizzazione attraverso la deindustrializzazione. L'intervento richiama il documento condiviso con la Repubblica Ceca e altri Paesi, distribuito il 12 ottobre, che mette al centro il rischio di perdere capacità industriale mentre si rafforzano le politiche climatiche.

Gava sostiene che chiudere impianti europei per poi importare gli stessi prodotti da Paesi con standard ambientali peggiori rappresenta una sconfitta industriale, climatica e sociale. Aggiunge che l'industria europea perde peso sul Pil da anni e che i comparti energivori restano i più colpiti dalla combinazione tra caro gas, alti prezzi dell'elettricità e rincaro delle quote Ets, aggravata dalle crisi geopolitiche.

L'Italia chiede che le risorse del mercato europeo del carbonio tornino ai territori e ai settori più esposti attraverso strumenti di finanziamento. Roma sollecita inoltre la sospensione della riduzione delle quote gratuite nei settori Cbam, una tutela efficace dell'export, l'esclusione dell'incenerimento dei rifiuti urbani dal sistema Ets e una rivalutazione dell'avvio dell'Ets 2, compresa l'ipotesi di sospenderlo.

Impatto atteso su industria, trasporti e lavoro

Secondo la posizione espressa da Gava, un ulteriore aumento dei costi su carburanti, trasporti e riscaldamento non risulta sostenibile in una fase in cui i prezzi sono già sotto pressione. Per il governo, la transizione energetica deve essere misurata non solo sulla riduzione delle emissioni, ma anche sulla capacità di preservare basi produttive, investimenti e occupazione in Europa.

La linea italiana si inserisce nel dibattito più ampio sulla competitività dell'industria europea e sugli effetti delle regole climatiche sui comparti ad alta intensità energetica. In questo quadro, Roma ribadisce la necessità di conciliare obiettivi ambientali e tenuta manifatturiera, evitando che il trasferimento della produzione fuori dall'Unione europea riduca l'efficacia complessiva della decarbonizzazione.

Nel nostro precedente approfondimento sul caro energia e sulle misure strutturali discusse con Bruxelles, abbiamo spiegato che il governo punta a un meccanismo europeo per contenere il prezzo del gas usato nella produzione elettrica e a soluzioni di lungo periodo per famiglie e imprese. L’articolo passava in rassegna gli interventi già adottati e collegava il tema dei costi energetici alla competitività industriale, includendo anche il percorso verso il nuovo nucleare come possibile leva di sicurezza energetica.

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