Riassunto del mercato azionario: Europa in rialzo, mercati asiatici misti
I titoli azionari statunitensi hanno chiuso in ribasso venerdì, appesantiti dalle nuove preoccupazioni sull'inflazione e dal sentimento di cautela in vista delle sessioni di trading di settembre.
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L'ultimo indice PCE (Personal Consumption Expenditures) è aumentato del 2,9% su base annua a luglio, il livello più alto da febbraio. I dati, tenuti sotto stretta osservazione dalla Federal Reserve, hanno attenuato l'ottimismo sul taglio dei tassi a breve termine e hanno provocato cali nei principali indici statunitensi.
Indici globali
- S&P 500: 6.460,26, -0,64%
- NASDAQ: 21.455,552, -1,15%
- DJIA: 45.544,88, -0,20%
- FTSE: 9.208,44, +0,23%
- NIKKEI: 42.188,79, -1,24%
- HSI: 25.617,42, +2,15%
- SHANGHAI: 3.875,53, +0,46%
Mercati statunitensi
Le borse americane celebrano il Labor Day.
Le perdite di venerdì hanno fermato il recente rally di Wall Street, anche se l'S&P 500 ha registrato il quarto guadagno mensile consecutivo. A guidare il ribasso sono stati i titoli tecnologici, con il Nasdaq che ha sottoperformato dopo che i deludenti guadagni di Dell e Marvell hanno sollevato preoccupazioni sulla domanda di data center. Nel frattempo, i dati sull'inflazione hanno sottolineato la persistente pressione sui prezzi, complicando le prospettive politiche della Fed.
Ad aggravare l'incertezza, le tensioni politiche a Washington si sono acuite con il presidente Donald Trump che ha subito una battuta d'arresto dopo che una corte d'appello degli Stati Uniti ha dichiarato illegali molte delle sue tariffe, che tuttavia rimarranno in vigore fino a metà ottobre in attesa di una possibile sfida della Corte Suprema.
Mercati europei
Le azioni europee sono salite nonostante la volatilità globale. Lo STOXX 600 è salito dello 0,4% a 552,21, mentre il DAX tedesco e il CAC 40 francese sono saliti dello 0,5% circa. Il FTSE 100 del Regno Unito ha guadagnato lo 0,3%, sostenuto dalle banche e dai servizi di pubblica utilità. Gli investitori hanno anche valutato la revisione al ribasso delle previsioni di crescita della Danimarca per il 2025, citando l'indebolimento delle esportazioni del gigante farmaceutico Novo Nordisk a causa dei dazi statunitensi e della crescente concorrenza nel mercato dei farmaci per la perdita di peso.
Mercati asiatici
I mercati asiatici hanno offerto un quadro misto. In Cina, l'attività delle fabbriche ha mostrato segni di miglioramento, sollevando il sentiment. Lo Shanghai Composite è salito dello 0,46% e l'Hang Seng di Hong Kong ha fatto un balzo del 2,15%, trainato da un'impennata del 13,5% delle azioni Alibaba grazie ai forti ricavi delle attività legate all'intelligenza artificiale.
I mercati giapponesi hanno invece subito pesanti perdite. Il Nikkei 225 è sceso di 529,68 punti, trascinato al ribasso da colossi tecnologici come Advantest (-7,9%) e SoftBank Group (-4,8%). Il Kospi della Corea del Sud è sceso dell'1,35%, in quanto le restrizioni commerciali statunitensi nei confronti di Samsung e SK Hynix hanno alimentato le preoccupazioni per le catene di fornitura dei semiconduttori.
L'australiano S&P/ASX 200 è scivolato dello 0,51%, sotto la pressione di minatori e banche, mentre il neozelandese NZX-50 ha guadagnato l'1,08%, estendendo un rally di tre giorni.
Conclusioni di sintesi
I mercati di tutto il mondo si stanno muovendo in un contesto complesso, caratterizzato da un'inflazione ostinata, da controversie commerciali e da utili societari disomogenei. Mentre Wall Street si è tirata indietro per le rinnovate preoccupazioni sui tassi, le azioni europee hanno guadagnato grazie agli sgravi tariffari, mentre l'Asia è rimasta divisa tra la modesta ripresa della Cina e le perdite del Giappone, trainato dalla tecnologia.
In prospettiva, tutti gli occhi sono puntati sulla riunione di settembre della Federal Reserve, dove i responsabili politici valuteranno i rischi di inflazione e il rallentamento della crescita. Il risultato potrebbe dare il tono ai mercati globali verso l'ultimo trimestre del 2025.
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