Il titolo LVMH si consolida a 495 euro mentre gli investitori si interrogano sul potere di determinazione dei prezzi e sulla rilevanza del marchio
L'8 settembre il titolo LVMH è scambiato a 494,95 euro, in calo dello 0,3% nelle ultime 24 ore, proseguendo il suo andamento volatile dopo una serie di risultati più deboli del previsto e di segnali di indebolimento della domanda globale.
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I punti salienti
- Le azioni LVMH sono scese dello 0,3% a 494,95 euro a causa delle crescenti preoccupazioni degli investitori sulla rilevanza del marchio e sul calo del potere di determinazione dei prezzi.
- Le vendite di moda e pelletteria sono calate del 9% nel secondo trimestre, mentre l'impegno della generazione Z e la domanda globale mostrano segni di stanchezza.
- I problemi strutturali della divisione Moët Hennessy e l'incerta ripresa del turismo offuscano ulteriormente le prospettive a breve termine.
Negli ultimi 12 mesi le azioni sono scese di quasi il 29%, con una netta sottoperformance rispetto all'Euro Stoxx 50 e un ritardo rispetto a concorrenti del lusso come Hermès e Richemont. Gli indicatori tecnici rimangono fragili, con LVMH che si aggira appena al di sopra del supporto chiave a 488 euro. Il prossimo forte supporto si trova vicino al minimo di marzo 2023, a 472 euro, mentre la resistenza al rialzo si trova a 515 euro, seguita da un tetto più significativo a 550 euro.
La media mobile a 50 giorni ha virato verso il basso e si trova attualmente a 504 euro, mentre la media a 200 giorni si è appiattita intorno a 528 euro, suggerendo un passaggio da un consolidamento a una lieve tendenza al ribasso. L'indice RSI (Relative Strength Index) si trova vicino a 41, indicando un leggero slancio ribassista senza essere ipervenduto. Anche i volumi sono diminuiti rispetto all'inizio dell'anno, evidenziando una mancanza di convinzione da parte degli acquirenti nonostante il calo dei prezzi.

Dinamica dei prezzi del titolo LVMH (giugno 2025 - settembre 2025). Fonte: TradingView: TradingView.
Dal punto di vista fondamentale, i risultati del secondo trimestre 2025 di LVMH mostrano un'ampia decelerazione. I ricavi organici a livello di Gruppo sono scesi del 4% a 19,5 miliardi di euro, guidati da un sorprendente calo del 9% nel segmento critico della moda e della pelletteria, il principale motore degli utili. L'utile da operazioni ricorrenti è sceso del 15% su base annua, a 9,01 miliardi di euro. Pur essendo leggermente superiore al consenso, i segnali di fondo suggeriscono un affaticamento della domanda dei marchi principali, soprattutto negli Stati Uniti e in Cina. Anche la ripresa del turismo, che in precedenza aveva favorito i ricavi del lusso, ha perso vigore, soprattutto in Giappone e in Europa occidentale.
Stanchezza della generazione Z, rallentamento degli Stati Uniti e aggravamento della crisi di Moët
Il contesto macro più ampio non offre grande sollievo. La domanda globale di lusso sembra subire un reset ciclico e potenzialmente strutturale. La spesa dei consumatori con un elevato patrimonio netto sta tenendo, ma gli acquirenti aspirazionali in Cina, Stati Uniti ed Europa stanno facendo un passo indietro. L'aumento dei tassi d'interesse, l'inflazione vischiosa e l'indebolimento del sentimento dei consumatori hanno colpito duramente i settori discrezionali, e il lusso non è stato risparmiato.
È emerso anche un "vibe shift": i consumatori più giovani mostrano meno interesse per i marchi storici con logo. Un recente rapporto evidenzia un calo del coinvolgimento sui social media delle case di moda di lusso. Un tempo sostenuti dagli influencer e dalla rilevanza culturale, i marchi di LVMHstanno lottando per adattarsi al cambiamento dei gusti e alle preferenze dei consumatori orientate all'autenticità.
A livello interno, l'unità Moët Hennessy del gruppo è entrata in acque agitate. Un tempo affidabile contributore ai margini, la divisione vini e liquori ha registrato un deflusso di cassa di 1,5 miliardi di euro nel 2024 - il peggiore da oltre un decennio - a fronte di un afflusso di 1 miliardo di euro nel 2019. Prezzi aggressivi, cattiva gestione delle scorte e acquisizioni discutibili sotto l'ex CEO Philippe Schaus hanno destabilizzato l'unità. Questo avviene mentre anche concorrenti come Pernod Ricard e Rémy Cointreau stanno affrontando una domanda debole di cognac e champagne, soprattutto in Asia.
range da €472 a €550 con una cauta tendenza al rialzo
In prospettiva, è probabile che LVMH scambi all'interno di un'ampia fascia compresa tra €472 e €550 nel breve termine. Un movimento al di sotto di €488 segnalerebbe un nuovo test dei minimi annuali, soprattutto se la propensione al rischio rimane debole. Tuttavia, se le tendenze del turismo dovessero riprendersi e l'innovazione dei prodotti di Dior e Louis Vuitton dovesse prendere piede, LVMH potrebbe registrare un rimbalzo verso €530-€550 entro il primo trimestre del 2026.
Gli obiettivi di consenso degli analisti rimangono leggermente rialzisti, con una media di obiettivi di prezzo a 12 mesi di 553 euro, che rappresentano circa l'11% di rialzo rispetto ai livelli attuali. Su 25 analisti, 13 valutano il titolo come buy, 11 come hold e uno come sell. Le prospettive positive riflettono le aspettative di ripresa dei mercati chiave e il successo dei lanci di prodotto, anche se il sentimento rimane cauto a causa dei venti contrari macroeconomici in corso.
I titoli azionari europei rimangono in una situazione di range-bound, mentre gli investitori soppesano i deboli dati di fabbrica tedeschi e attendono i dati chiave sull'occupazione negli Stati Uniti, che potrebbero avere un impatto sulla politica della Fed. I titoli del lusso, come LVMH, subiscono l'ulteriore pressione del rallentamento della domanda cinese, della stagnazione dell'eurozona e del rischio di aumento dei tassi di interesse, mettendo a rischio i titoli discrezionali ad alta valutazione.
Come abbiamo scritto, LVMH sta valutando la vendita di Marc Jacobs in mezzo alle tensioni finanziarie.
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