Previsione prezzo greggio WTI 2026: L'eccesso di offerta trascina il mercato verso il supporto di 55 dollari
I prezzi del greggio West Texas Intermediate (WTI) hanno esteso il loro declino martedì, scivolando verso i 56,8 dollari al barile, a causa del persistente eccesso di offerta e della cautela delle contrattazioni in vista dei colloqui diplomatici tra Stati Uniti e Cina, che hanno mantenuto la pressione sul mercato. Il movimento segna una continuazione del ribasso della scorsa settimana, con gli operatori che citano sia la debolezza tecnica che il peggioramento dei fondamentali come fattori chiave dietro lo scivolamento.
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I punti salienti
- Il greggio WTI scivola a 56,8 dollari a causa del record di stoccaggio in mare di 1,24 miliardi di barili.
- I prezzi scambiano al di sotto di tutte le principali EMA, rafforzando le condizioni tecniche ribassiste.
- Gli operatori attendono chiarezza dai colloqui tra Stati Uniti e Cina, mentre si aggravano i timori per la domanda.
La rottura tecnica rafforza la struttura ribassista
Dal punto di vista grafico, il WTI ha confermato una rottura decisiva al di sotto della sua precedente base di supporto a 61,3 dollari, che in precedenza aveva rappresentato una zona di domanda per tutta la fine di agosto e settembre. Una volta che questo livello è venuto meno, i venditori hanno accelerato lo slancio, costringendo il mercato a un ritracciamento più profondo. La commodity è ora scambiata al di sotto di tutte le principali medie mobili esponenziali - le EMA 20, 50, 100 e 200 - ciascuna allineata in una sequenza ribassista che sottolinea la tendenza al ribasso prevalente.

Dinamica dei prezzi del WTI (Fonte: TradingView)
L'ultimo rifiuto intorno a 57,3 dollari evidenzia come anche i rimbalzi poco profondi vengano venduti, riflettendo una fragile convinzione di acquisto. La transizione da un canale ascendente a fine agosto a un cuneo discendente che ha rotto al ribasso all'inizio del mese, consolida ulteriormente la tendenza ribassista. Gli analisti tecnici considerano l'intervallo 56-55 dollari come l'area immediata da tenere d'occhio, poiché una rottura prolungata al di sotto di tale intervallo potrebbe aprire la strada verso 53-52 dollari al barile, dove la domanda storica potrebbe fornire un supporto temporaneo.
Gli indicatori di momentum non mostrano segni di inversione. L'indice di forza relativa è rimasto ancorato tra 30 e 40 sul timeframe a 4 ore, segnalando una debolezza persistente. Affinché la ripresa prenda piede, l'RSI dovrebbe recuperare la soglia neutra di 50 insieme a una chiusura al di sopra dell'EMA a 20 giorni vicino a 57,6 dollari. Fino ad allora, il momentum tecnico continua a favorire i venditori.
Lo stoccaggio record e l'incertezza geopolitica aggravano il rischio di ribasso
I fondamentali amplificano il tono ribassista. I dati mostrano che lo stoccaggio globale di greggio e condensati via mare è salito al livello record di 1,24 miliardi di barili nella settimana conclusasi il 17 ottobre, sottolineando il crescente squilibrio tra domanda e offerta. L'accumulo segnala un rallentamento dell'entrata delle raffinerie e una domanda fisica debole, con le navi di stoccaggio che si trovano ora a livelli di capacità che non si vedevano da anni.
Il sentimento del mercato è stato mitigato anche dall'allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, dopo che Israele e Hamas hanno riaffermato i loro impegni di cessate il fuoco. Dopo aver smaltito parte del premio per il rischio geopolitico, gli operatori si stanno concentrando sugli sviluppi macroeconomici e politici. L'imminente ciclo di negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina, che si terrà in Malesia, sarà tenuto sotto stretta osservazione per raccogliere segnali sui flussi di esportazione e sulle tariffe che potrebbero influenzare la domanda globale di energia.
Allo stesso tempo, l'incertezza della politica interna degli Stati Uniti continua a offuscare le prospettive. Sebbene il prolungato shutdown governativo abbia limitato la pubblicazione di nuovi dati, gli operatori di mercato sono attenti a qualsiasi sviluppo diplomatico o legato alla produzione che possa alterare l'attuale traiettoria.
Previsione del prezzo del greggio WTI nel 2026
Come discusso nelle analisi precedenti, il greggio WTI rimane in una fase decisamente ribassista dopo il crollo al di sotto dei 61 dollari. Guardando al 2026, la traiettoria del greggio WTI dipenderà dalla capacità dell'OPEC+ di gestire la crescita dell'offerta mentre i produttori non-OPEC espandono la produzione. Se i tagli coordinati all'offerta dovessero reggere e la domanda dovesse riprendersi insieme alla crescita globale, il greggio potrebbe risalire verso la fascia dei 70-75 dollari entro il 2026.
In alternativa, se l'eccesso di offerta persiste e le pressioni sugli stoccaggi rimangono elevate, il WTI potrebbe consolidarsi vicino ai 55-60 dollari fino al 2026, con rischi di ribasso verso i 50 dollari in caso di prolungata debolezza della domanda. La zona dei 55 dollari rimarrà il perno fondamentale a medio termine per determinare l'emergere di una stabilizzazione o l'intensificarsi di uno slancio ribassista.
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