Le azioni di Nvidia si fermano a 202 dollari mentre Trump vieta le esportazioni di chip di alto livello in Cina
Al 3 novembre il titolo Nvidia è scambiato a 202,63 dollari, in calo dello 0,1% nelle ultime 24 ore. Il momentum si è raffreddato dopo un recente rally, con il titolo che si attesta al di sopra del supporto a breve termine e probabilmente consoliderà.
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I punti salienti
- Le azioni Nvidia sono scese a 202,63 dollari dopo che Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti bloccheranno le vendite dei suoi chip AI più avanzati alla Cina.
- Sebbene le vendite di chip di livello inferiore possano continuare, il divieto di esportazione di Blackwell limita il potenziale di crescita ad alto margine nella regione.
- L'azienda beneficia ancora della forte domanda globale di IA, ma ora deve affrontare un rischio geopolitico più elevato.
Sul fronte tecnico, Nvidia si trova in un trend rialzista ben definito dalla metà del 2025, sostenuto da solidi utili e dalla posizione dominante dell'azienda nella produzione di chip AI. La media mobile semplice a 50 giorni è stimata nell'intervallo 200-205 dollari, offrendo un cuscinetto di supporto. La media mobile a 200 giorni si colloca ben al di sotto, vicino alla zona di 170-180 dollari, indicando che la tendenza a lungo termine rimane rialzista nonostante la volatilità a breve termine.
La resistenza si sta sviluppando nell'intervallo 220-230 dollari, dove il titolo si è fermato a fine ottobre, incapace di salire nonostante i forti guadagni. Questa zona di resistenza coincide con l'esitazione degli investitori riguardo alla crescita futura, in particolare perché il prezzo di Nvidia ha già prezzato le aspettative di ricavi aggressivi basati sull'intelligenza artificiale. Il supporto si trova saldamente intorno ai 190-195 dollari, una zona che ha tenuto durante il calo di settembre e che da allora ha visto un forte interesse di acquisto da parte delle istituzioni.

Dinamica del prezzo delle azioni Nvidia (settembre 2025 - novembre 2025). Fonte: TradingView
Il volume si è leggermente ridotto dopo i risultati, suggerendo che il sentimento rialzista immediato potrebbe essere in calo. I livelli di RSI (Relative Strength Index) sono scesi dal territorio di ipercomprato all'intervallo neutro 50-60, segnalando un potenziale trading laterale nel breve termine. In sintesi, la struttura del grafico di Nvidia rimane positiva, ma lo slancio si sta indebolendo. L'azione dei prezzi tra 190 e 230 dollari è probabile nelle prossime settimane, con il livello di 200 dollari come terreno di scontro tra tori e orsi.
Trump frena le vendite di chip di Nvidia in Cina
In un'intervista di alto profilo con 60 Minutes della CBS, il presidente Donald Trump ha chiarito la sua posizione sulle esportazioni di chip statunitensi in Cina, affermando che a Nvidia sarà impedito di vendere a Pechino i suoi chip AI più avanzati, tra cui la serie Blackwell. Anche se l'azienda potrà comunque condurre affari con la Cina, Trump ha sottolineato che la tecnologia delle GPU di alto livello sarà riservata esclusivamente all'uso interno. Questo segna un cambiamento strategico nella politica degli Stati Uniti in materia di semiconduttori, che si allinea maggiormente alle priorità di sicurezza nazionale pur consentendo un impegno commerciale selettivo.
I commenti arrivano poco dopo che Washington e Pechino hanno concordato un accordo commerciale di un anno in base al quale la Cina allenterà le restrizioni all'esportazione di terre rare e aumenterà gli acquisti di prodotti agricoli statunitensi in cambio di una riduzione delle tariffe americane. Trump ha elogiato l'accordo e il suo rapporto personale con la leadership cinese, dichiarando: "È meglio andare d'accordo con la Cina che non andarci". Il suo duplice messaggio - duro sulla tecnologia strategica, morbido sul commercio in generale - suggerisce un approccio sfumato che bilancia gli incentivi economici con il contenimento della concorrenza tecnologica.
Per Nvidia, il messaggio è contrastante. L'azienda mantiene l'accesso al mercato cinese per i prodotti di medio livello, ma perde l'opportunità di esportare i suoi chip AI a più alto margine. Dato che l'architettura Blackwell di Nvidia è fondamentale per i sistemi di addestramento AI di prossima generazione, la restrizione potrebbe limitare i guadagni nei principali mercati asiatici. Tuttavia, il più ampio disgelo nelle relazioni commerciali potrebbe attenuare i timori degli investitori di un completo disaccoppiamento e aprire flussi di entrate alternativi in Cina per GPU di livello inferiore, infrastrutture di dati o strumenti di IA basati su software. L'effetto netto potrebbe essere da neutro a leggermente negativo nel breve termine, mentre l'impatto a più lungo termine dipenderà da come Nvidia adatterà la sua segmentazione dei prodotti.
Gli scenari base e toro indicano un potenziale di rialzo limitato
Nello scenario di base, se le tensioni geopolitiche rimarranno stabili e Nvidia manterrà la sua solida guidance, il titolo dovrebbe scambiare tra i 200 e i 225 dollari nei prossimi 1-2 mesi, con qualsiasi aggiornamento positivo sulla domanda di hyperscaler negli Stati Uniti o sull'adozione precoce di Blackwell che potrebbe innescare un breakout verso i 230 dollari, supponendo che la spesa per l'infrastruttura AI rimanga resistente e che non emergano nuovi shock normativi.
Nel caso del toro, se la politica statunitense si allenta nei confronti della Cina o se Nvidia introduce un workaround per le restrizioni all'esportazione di H20, il titolo potrebbe superare la resistenza e salire verso 250-260 dollari. Questo rialzo potrebbe essere ulteriormente supportato da vendite più forti del previsto di GPU per videogiochi o da nuovi accordi automobilistici legati all'intelligenza artificiale, aggiungendo slancio alla più ampia narrativa di crescita di Nvidia.
Nvidia e Hyundai Motor Group hanno stretto una partnership con il governo della Corea del Sud per costruire un ecosistema nazionale di IA alimentato dalle GPU Blackwell di Nvidia. L'iniziativa comprende centri di intelligenza artificiale e infrastrutture di dati, con un rollout iniziale di 50.000 unità per supportare applicazioni industriali e di mobilità.
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