EUR/USD scivola a 1,152 dollari mentre il dollaro si rafforza e l'euro fatica a trovare supporto
L'euro ha esteso il suo declino martedì, scambiando vicino a 1,152 contro il dollaro statunitense dopo cinque sessioni consecutive di perdite. Il movimento sottolinea la rinnovata forza del dollaro, in quanto gli operatori hanno ridotto le scommesse su un taglio dei tassi della Federal Reserve a dicembre, mentre la posizione ferma della Banca Centrale Europea non ha ispirato una nuova domanda per la moneta comune.
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In evidenza
- EUR/USD si mantiene vicino a 1,1520 dopo cinque sessioni consecutive di ribasso.
- Le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed scendono al 65%, rafforzando l'appeal del dollaro in un contesto di incertezza politica.
- Le prospettive tecniche favoriscono il ribasso a 1,1450-1,14 a meno che non si rompa la resistenza di 1,16.
Il cambiamento del sentiment segue il tono cauto del presidente della Fed Jerome Powell, che ha ribadito che la politica monetaria rimane "dipendente dai dati". Di conseguenza, i mercati hanno ridotto la probabilità implicita di un taglio dei tassi a dicembre al 65%, dal 94% di una settimana fa, secondo il CME FedWatch Tool. Questo aggiustamento ha spinto il dollaro al rialzo, sostenuto dai rendimenti elevati dei Treasury e dalla domanda di beni rifugio nel contesto dello shutdown del governo statunitense.
Il dollaro recupera terreno mentre il sentimento dell'euro si indebolisce
L'ultimo messaggio della Federal Reserve ha rafforzato il vantaggio a breve termine del dollaro. Le osservazioni di Powell hanno segnalato cautela contro un prematuro allentamento delle politiche, spingendo gli investitori a orientarsi verso il biglietto verde e a ridurre l'esposizione al rischio. Lo stallo politico a Washington ha aggiunto un ulteriore livello di incertezza, ma con i rendimenti del Tesoro che si mantengono vicino ai massimi plurimensili, il dollaro rimane ben sostenuto.

Dinamica dei prezzi EUR/USD (Fonte: TradingView)
Dall'altra parte dell'Atlantico, la decisione della BCE di mantenere i tassi invariati per la terza riunione consecutiva ha dato poco impulso all'euro. I responsabili politici, tra cui Francois Villeroy de Galhau e Martins Kazaks, hanno adottato un tono equilibrato, notando che i rischi inflazionistici sono diminuiti e sottolineando la necessità di rimanere flessibili in caso di deterioramento della crescita. In assenza di un chiaro cambiamento di politica, le prospettive dell'eurozona rimangono mute, lasciando la valuta vulnerabile alle dinamiche esterne piuttosto che ai fattori interni.
Nonostante il marginale miglioramento dei dati manifatturieri dell'eurozona e delle indagini sulla fiducia delle imprese, l'assenza di sostegno fiscale continua a frenare l'ottimismo. Gli analisti notano che, mentre l'inflazione della regione si sta moderando, la crescita strutturale rimane troppo debole per giustificare un rimbalzo sostenuto dell'euro.
Prospettive tecniche: 1,145 dollari al centro dell'attenzione per il persistere della tendenza al ribasso
La coppia EUR/USD rimane confinata all'interno di un canale discendente sul grafico giornaliero, mantenendo una serie di massimi inferiori da settembre. La coppia è ora scambiata al di sotto delle sue medie mobili chiave - l'EMA a 20 giorni a 1,1608, quella a 50 giorni a 1,1582 e quella a 100 giorni a 1,1639 - a conferma di un sostenuto slancio ribassista.
La resistenza immediata si trova vicino a 1,1570-1,1600, dove convergono sia l'EMA a 20 giorni che il punto medio del canale. Una rottura al di sopra di quest'area potrebbe innescare un breve movimento correttivo verso 1,1680, anche se il bias più ampio rimane negativo. Al ribasso, 1,1450 e 1,1400 sono le prossime zone di supporto, allineate con l'EMA a 200 giorni a 1,1399 e con una precedente regione di domanda di marzo. I punti del Parabolic SAR rimangono posizionati sopra il prezzo, mentre gli oscillatori del momentum mostrano segni limitati di ripresa. Una chiusura sostenuta al di sotto di 1,1450 potrebbe aprire la porta a un ritracciamento più profondo verso 1,1380-1,1350.
Prospettive: Il vantaggio del dollaro regge mentre gli operatori guardano alle indicazioni della Fed
Il percorso a breve termine dell'euro rimane legato ai dati e agli sviluppi politici degli Stati Uniti. Se i prossimi rapporti economici - tra cui i dati sui salari non agricoli e sull'inflazione - dovessero mostrare una certa resistenza, le aspettative di ulteriori tagli dei tassi potrebbero indebolirsi, mantenendo il dollaro a sostegno. Al contrario, letture più deboli potrebbero riaccendere il sentimento dovish e offrire all'euro un temporaneo sollievo.
Per il momento, lo scenario tecnico e fondamentale favorisce il dollaro. A meno che l'EUR/USD non riesca a recuperare 1,16, il bias rimane saldamente ribassista con obiettivi al ribasso a 1,1450 e 1,14. Un rimbalzo da questi livelli potrebbe vedere un movimento verso 1,1650-1,17, ma solo un breakout al di sopra del canale discendente confermerebbe un'inversione di tendenza.
Il quadro generale suggerisce una continua vulnerabilità dell'euro, dato che il vantaggio della politica della Fed e l'incertezza politica negli Stati Uniti dominano il sentimento a breve termine. Gli operatori cercheranno segnali di stabilizzazione mentre la coppia si avvicina ai livelli di supporto chiave, anche se la bilancia del rischio rimane inclinata verso un'ulteriore debolezza nelle prossime sessioni.
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