Il consiglio di amministrazione di OpenAI respinge l'offerta di acquisto di Musk da 97 miliardi di dollari
Il consiglio di amministrazione di OpenAI ha formalmente respinto un'offerta di acquisto non richiesta da 97,4 miliardi di dollari da parte di un consorzio guidato da Elon Musk, rafforzando la sua posizione secondo cui la società non è in vendita.
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L'offerta, che mirava ad acquisire il controllo dell'ente no-profit OpenAI, è stata subito respinta come un tentativo di "disturbare la concorrenza", secondo quanto riportato da Bret Taylor, presidente di OpenAI, come riporta Bloomberg.
Il tentativo di acquisizione di Musk e la risposta del consiglio di amministrazione
Musk, che ha co-fondato OpenAI nel 2015 ma ha poi lanciato una startup di AI concorrente, ha riunito un gruppo di investitori, tra cui Valor Equity Partners, Baron Capital, Atreides Management, Vy Capital, 8VC e il fondo di investimento di Ari Emanuel, per finanziare l'acquisizione.
Musk ha descritto l'offerta come uno sforzo per ripristinare la visione fondante di OpenAI di un'impresa di intelligenza artificiale open-source e orientata alla sicurezza. Tuttavia, l'amministratore delegato di OpenAI Sam Altman ha respinto l'offerta, descrivendola come una tattica dei concorrenti per "rallentarci".
Il consulente legale del consiglio di amministrazione di OpenAI, Andrew Nussbaum, ha fatto eco a questo sentimento, sottolineando che l'unico dovere fiduciario del consiglio è quello di garantire che OpenAI faccia progredire l'intelligenza artificiale generale (AGI) a beneficio dell'umanità. "Con tutto il rispetto, non spetta a un concorrente decidere cosa sia nel migliore interesse della missione di OpenAI", ha dichiarato Nussbaum.
Ramificazioni legali e finanziarie
L'offerta di Musk si inserisce nel contesto delle controversie legali in corso tra lui e OpenAI. Il miliardario ha intentato due cause accusando OpenAI di aver abbandonato i suoi principi non profit a favore di un modello a scopo di lucro e ha cercato di bloccare i piani di ristrutturazione dell'azienda.
Dopo il rifiuto dell'offerta di Musk da parte di OpenAI, la società ha sostenuto in tribunale che la sua offerta contraddiceva le sue stesse affermazioni legali, in particolare che i beni di OpenAI non dovevano essere trasferiti per un guadagno privato. Il team legale di Musk ha risposto affermando che avrebbe ritirato l'offerta se OpenAI avesse accettato di fermare la sua transizione verso una struttura più convenzionale a scopo di lucro.
Allo stesso tempo, OpenAI starebbe discutendo con SoftBank Group Corp. per un nuovo round di finanziamento che potrebbe valutare l'azienda fino a 300 miliardi di dollari. Gli esperti legali suggeriscono che l'offerta di Musk potrebbe spingere OpenAI a giustificare il modo in cui valuta le sue attività non profit, con un potenziale impatto sulle quote azionarie degli investitori attuali e futuri.
Sebbene OpenAI abbia respinto con fermezza l'offerta di Musk, è probabile che l'offerta intensifichi l'esame del suo processo di ristrutturazione. Se OpenAI assegnasse una valutazione più alta alle sue attività non profit, potrebbe diluire il capitale degli investitori. Mentre l'azienda affronta le sfide legali e finanziarie, le autorità di regolamentazione e le parti interessate osserveranno da vicino come la missione no-profit di OpenAI si allinei alle sue ambizioni commerciali.
Come abbiamo scritto, Elon Musk chiede l'impeachment del giudice federale di New York Paul Engelmayer, dopo che quest'ultimo ha emesso l'8 febbraio una sentenza che limita l'accesso del Dipartimento per l'efficienza del governo (DOGE) di Musk a registri finanziari e sistemi di pagamento critici del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.
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