Il Brent supera i 92 dollari mentre le tensioni nel Mar Rosso sollevano i prezzi del petrolio
I prezzi del petrolio hanno esteso i loro guadagni mercoledì, mentre la ripresa delle azioni militari tra Stati Uniti e Iran ha alimentato le preoccupazioni sulle forniture energetiche globali. Il rally ha accelerato dopo che nuovi attacchi in Medio Oriente e le crescenti minacce alle rotte marittime hanno sollevato timori di ulteriori interruzioni alle esportazioni di greggio.
In evidenza
- Il Brent è salito sopra i 92 dollari, mentre il WTI ha superato gli 85 dollari.
- I rischi per la navigazione nel Mar Rosso sono aumentati.
- I trader attendono i dati ufficiali sulle scorte statunitensi.
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I futures del greggio Brent sono saliti dell'1,1% a 92,02 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) statunitense ha guadagnato l'1,0% a 85,16 dollari, secondo i dati di mercato. L'avanzata ha fatto seguito a un'altra notte di attacchi statunitensi su obiettivi militari iraniani e a nuovi avvertimenti dal movimento Houthi dello Yemen, sostenuto dall'Iran, come riportato da Reuters.
I rischi per la navigazione spingono i prezzi al rialzo
Il petrolio si era già stabilizzato ai massimi di cinque settimane martedì, con l'intensificarsi degli scambi militari tra Washington e Teheran. Secondo l'esercito statunitense, gli ultimi attacchi hanno preso di mira centri operativi militari, depositi di droni e infrastrutture logistiche all'interno dell'Iran, segnando l'undicesima notte consecutiva di operazioni.
Allo stesso tempo, gli Houthi hanno aumentato la pressione sulla navigazione regionale avvertendo le navi che trasportano greggio saudita attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb. Secondo quanto riferito, tre petroliere che trasportavano petrolio saudita verso la Cina e l'India hanno invertito la rotta nel Mar Rosso dopo gli avvertimenti, scegliendo rotte più lunghe invece di navigare vicino allo Yemen.
Gli analisti avvertono che il reindirizzamento delle navi potrebbe aumentare significativamente i tempi di consegna e i costi di trasporto per gli acquirenti asiatici. Le preoccupazioni sull'offerta si sono estese anche al Mar Nero dopo che il Caspian Pipeline Consortium ha sospeso i carichi di petrolio a seguito di attacchi alle petroliere presso il suo terminal di esportazione.
Scorte e diplomazia restano al centro dell'attenzione
Il contesto geopolitico ha messo in ombra i dati contrastanti sulle scorte dell'American Petroleum Institute, che hanno mostrato un aumento delle scorte di greggio e distillati negli Stati Uniti la scorsa settimana, mentre le scorte di benzina sono diminuite. Gli investitori sono ora in attesa dei dati ufficiali della Energy Information Administration per ulteriori segnali sulla domanda.
Nel frattempo, il Segretario di Stato Marco Rubio ha accusato l'Iran di non aver rispettato gli accordi riguardanti la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Parlando durante un incontro dell'ASEAN, Rubio ha affermato che gli Stati Uniti restano impegnati nella diplomazia, ma ha avvertito che a nessun paese dovrebbe essere permesso di controllare una rotta di navigazione internazionale o di imporre condizioni al traffico commerciale.
I mercati continuano a monitorare se l'escalation militare si tradurrà in interruzioni durature dei flussi fisici di petrolio piuttosto che in una temporanea volatilità dei prezzi.
I mercati energetici restano in tensione
Gli ultimi aumenti di prezzo evidenziano quanto rapidamente gli eventi geopolitici possano influenzare i mercati energetici globali. Lo stretto di Bab el-Mandeb e lo stretto di Hormuz rimangono due delle rotte di transito petrolifero più importanti al mondo, rendendo ogni minaccia alla navigazione attentamente monitorata dai trader. Con il Brent sopra i 92 dollari e le operazioni militari in corso, gli investitori si concentrano sulla possibilità che le interruzioni dell'offerta diventino più diffuse nei prossimi giorni.
In precedenza, abbiamo riferito che il conflitto USA-Iran si allarga mentre il traffico marittimo a Hormuz diminuisce.
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