Italia, private wealth rafforza gli investimenti nel commercial real estate
Nel mercato immobiliare italiano, gli Ultra-High-Net-Worth Individual e i family office consolidano il loro peso come acquirenti nel commercial real estate. Il fenomeno si lega non solo alla ricerca di rendimento e diversificazione, ma anche all'uso crescente degli immobili come leva di pianificazione patrimoniale e passaggio generazionale della ricchezza.
In evidenza
- Nel 2025 HNWI e family office investono circa 2,1 miliardi di euro nel commercial real estate italiano, oltre il doppio rispetto all'anno precedente, con una quota pari al 17%.
- Nel CBD Duomo di Milano nell’ultimo anno gli investitori private pesano circa l’80% dei capitali investiti, mentre le transazioni sopra 50 milioni di euro salgono oltre il 30% nel primo trimestre 2026.
- Il valore medio delle operazioni private è passato da circa 20 milioni di euro nel 2019 a 34 milioni nel primo trimestre del 2026, riflettendo una forte crescita nella dimensione dei deal.
Crescita degli investimenti e cambio di ruolo
Come emerge dall'Italy Private Wealth - Capital Markets Report di JLL, nel 2025 HNWI e family office investono circa 2,1 miliardi di euro nel commercial real estate italiano, oltre il doppio rispetto all'anno precedente, con una quota pari al 17% dei volumi complessivi di investimento.Il primo trimestre del 2026 conferma il trend, con oltre 400 milioni di euro investiti e una quota di mercato del 12%. Nel 2025 circa una transazione immobiliare su quattro in Italia coinvolge investitori private come acquirenti o venditori, sopra la media del 20% registrata tra il 2020 e il 2025, un andamento che resta visibile anche nel primo trimestre del 2026.
Dal 2023 il numero delle operazioni in acquisto supera quelle di vendita, indicando il progressivo passaggio degli investitori privati da venditori a compratori netti. Fabio Pompignoli, Head of Private Wealth Capital Markets di JLL Italia, afferma che il real estate entra sempre più nei portafogli dei grandi patrimoni con funzioni di diversificazione, protezione del capitale e pianificazione intergenerazionale.
Focus su Milano e attrattività del mercato
Secondo l'analisi di JLL, la crescita del segmento private wealth nel commercial real estate italiano è sostenuta dagli incentivi fiscali per i nuovi residenti, dalla disponibilità di asset prime e dalle opportunità di diversificazione patrimoniale, oltre che dall'attrattività dell'Italia in termini di cultura, lifestyle e qualità della vita.Dal punto di vista geografico, il 63% dei capitali investiti proviene da investitori italiani e il 37% da capitali internazionali. Tra il secondo trimestre del 2025 e il primo trimestre del 2026, uffici e retail attraggono circa l'80% dei volumi investiti dagli investitori private; nello stesso periodo, questi capitali rappresentano il 28% degli investimenti nel comparto office e il 16% in quello retail.
Il peso dei capitali private risulta particolarmente rilevante negli uffici del CBD di Milano, dove nell'ultimo anno gli investitori private rappresentano circa l'80% del capitale investito nel CBD Duomo e il 60% nel CBD Porta Nuova. Cresce anche la dimensione delle operazioni concluse: nel 2025 le transazioni oltre 50 milioni di euro valgono circa il 20% dei volumi investiti dai private, quota salita a oltre il 30% nel primo trimestre del 2026, mentre il ticket medio passa da circa 20 milioni di euro nel 2019 a 34 milioni nel primo trimestre del 2026.
Fondazione Fiera Milano e il suo piano di investimenti 2025-2027 sono stati al centro di un nostro precedente approfondimento, con 50 milioni di euro investiti nel 2025 e un programma triennale complessivo da 214 milioni. Nell’articolo abbiamo evidenziato anche il rafforzamento patrimoniale e l’avanzamento dei progetti nei poli fieristici di Milano e Rho, in vista delle iniziative previste dal Piano Triennale 2026-2028.
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