Mercato italiano dei veicoli industriali cresce a giugno, calano i noleggi di lungo termine nel semestre
Giugno porta segnali contrastanti per alcuni comparti legati alla mobilità e ai trasporti in Italia. Mentre il mercato dei veicoli industriali accelera su base annua, il noleggio a lungo termine arretra nel primo semestre e si registrano novità anche per carburanti, agricoltura e rappresentanza del settore auto.
In evidenza
- Il mercato italiano dei veicoli industriali cresce del 6,5% a giugno rispetto allo stesso mese del 2023.
- I contratti di noleggio a lungo termine calano del 2,6% nel primo semestre, attestandosi a 529.167 unità, mentre Geely entra in Unrae.
- Il prezzo medio della benzina si attesta a 1,877 euro al litro, aumentando la pressione sui costi operativi per imprese di trasporto e mobilità.
Dinamica di mercato tra trasporti e automotive
Come riportato da Borsa Italiana, il mercato dei veicoli industriali mostra a giugno un incremento del 6,5% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.Nello stesso quadro, i contratti di noleggio a lungo termine diminuiscono del 2,6% nel primo semestre dell'anno, attestandosi a 529.167. Tra le novità del comparto automotive, nuovi associati entrano inoltre in Unrae, l'associazione dei produttori automobilistici, tra cui il marchio cinese Geely.
Effetti su costi e iniziative regionali
Il settore dei carburanti registra a sua volta un aumento, con il prezzo medio della benzina fissato a 1,877 euro al litro. Il dato segnala una pressione aggiuntiva sui costi operativi per trasporti e mobilità, in un contesto in cui l'andamento dei prezzi energetici resta rilevante per imprese e consumatori.Sul fronte regionale, la Regione Umbria mette a disposizione 9 milioni di euro per favorire l'insediamento di giovani agricoltori. La misura amplia il sostegno pubblico agli investimenti nelle aree rurali e affianca le altre dinamiche economiche emerse nel periodo.
Nel nostro precedente approfondimento sulle previsioni occupazionali di Unioncamere abbiamo evidenziato che le imprese italiane programmavano circa 568mila ingressi a luglio e 1,5 milioni nel trimestre luglio-settembre, con una lieve flessione rispetto all’anno precedente. L’analisi segnalava però alcune eccezioni positive, con una domanda in crescita in agricoltura, turismo/alloggio e ristorazione, industrie alimentari e servizi operativi, oltre a un peso elevato dei contratti a tempo determinato e difficoltà di reperimento del personale.
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