Tim, Asati chiede un rilancio economico dell'opas di Poste Italiane

Tim, Asati chiede un rilancio economico dell'opas di Poste Italiane
Asati punta al rilancio

Nel confronto sull'offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Poste Italiane su Tim, cresce la pressione dei piccoli azionisti sulle condizioni economiche proposte. Asati considera l'operazione rilevante sul piano industriale, ma giudica ancora inadeguata la valorizzazione riconosciuta agli azionisti di Tim.

In evidenza

  • Asati giudica insufficiente l'opas di Poste Italiane che offre 0,635 euro per azione Tim, di cui solo 0,167 euro in contanti.
  • L'associazione contesta il premio iniziale del 9,01%, considerandolo troppo basso rispetto alla rilevanza strategica dell'operazione e alle reazioni di mercato.
  • Asati richiama Poste Italiane a migliorare l'offerta privilegiando la componente cash e chiede più tutele per i piccoli azionisti in attesa della risposta Consob.

Valutazione dell'offerta e richieste degli azionisti

Come riferito da Borsa Italiana, Asati, associazione dei piccoli azionisti di Tim, definisce l'opas di Poste Italiane un passaggio importante sotto il profilo industriale, ma insufficiente sotto quello economico. L'associazione sottolinea che l'offerta riconosce 0,635 euro per azione Tim, di cui solo 0,167 euro in contanti e la parte restante in azioni Poste Italiane, una struttura che, a suo giudizio, non valorizza adeguatamente il titolo Tim e trasferisce sui piccoli azionisti una quota rilevante del rischio futuro.

Secondo Asati, il premio iniziale del 9,01% viene ampiamente contestato dal mercato e da diversi osservatori, che lo considerano troppo basso rispetto alla rilevanza strategica dell'operazione. L'associazione rileva inoltre una tensione nelle valutazioni di Borsa, con Tim che regge meglio dell'impianto iniziale dell'offerta mentre Poste mostra una reazione più debole dopo l'annuncio.

Attesa per Consob e impatto sugli azionisti di minoranza

Tim mantiene finora un atteggiamento prudente e rinvia il giudizio al mercato. Per Asati, questa posizione conferma che non vi sono ragioni per accettare passivamente un'opas con una componente in denaro ritenuta troppo bassa e una quota azionaria considerata eccessiva.

L'associazione chiede quindi un rilancio dell'offerta con più cassa, meno azioni Poste Italiane e maggiori tutele per i piccoli azionisti Tim. In assenza di un miglioramento sostanziale delle condizioni economiche, l'operazione resta, secondo Asati, squilibrata e penalizzante per chi ha investito nel titolo. L'associazione resta inoltre in attesa della risposta della Consob sull'opas promossa da Poste Italiane, ritenendo questo passaggio essenziale per valutare il quadro regolamentare, la trasparenza dell'operazione e le protezioni effettivamente previste per gli azionisti di minoranza. Solo dopo le determinazioni dell'autorità di vigilanza Asati indica che potrà esprimere un giudizio definitivo sull'offerta.

Nella nostra precedente analisi sul boom delle Opa e Opas in Italia nel 2025, abbiamo evidenziato come, a fronte di un numero di operazioni stabile, i volumi siano balzati fino a circa 18 miliardi di euro grazie soprattutto al consolidamento bancario. L’articolo sottolineava anche l’intensificazione della vigilanza Consob sulle offerte non concordate, con un focus su trasparenza, governance e tutela degli investitori.

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