Banca d'Italia segnala tensioni sui mercati e minore crescita per l'Italia

Banca d'Italia segnala tensioni sui mercati e minore crescita per l'Italia
Tensioni e crescita in calo

Nel quadro di un nuovo aumento dei prezzi energetici in luglio, la riaccensione delle ostilità in Medio Oriente sta aggravando il contesto per l'economia italiana e per i mercati finanziari internazionali. La frenata attesa per consumi e investimenti nel secondo trimestre si accompagna a pressioni inflazionistiche più elevate e a un peggioramento del disavanzo energetico.

In evidenza

  • Banca d'Italia prevede crescita PIL Italia a 0,5% nel 2026, 0,4% nel 2027 e 0,9% nel 2028, con potenziale miglioramento allo 0,6% nel 2026.
  • L'aumento dei prezzi energetici amplia il disavanzo energetico italiano e peggiora la domanda interna e la produzione industriale.
  • Il credito alle imprese accelera da febbraio a maggio con tassi sui nuovi prestiti e mutui in rialzo, segnalando condizioni finanziarie più onerose.

Impatto su Italia, inflazione e credito

Secondo Borsa Italiana, in Italia, dopo l'espansione dello 0,3% nel primo trimestre, nel secondo trimestre l'accumulazione di capitale si sarebbe attenuata e i consumi delle famiglie avrebbero rallentato per effetto del conflitto in Medio Oriente. Le previsioni di giugno indicano una crescita del PIL dello 0,5% nel 2026, dello 0,4% nel 2027 e dello 0,9% nel 2028, con un possibile miglioramento allo 0,6% nel 2026 alla luce dell'andamento migliore del previsto nei primi tre mesi dell'anno.

Il rincaro dell'energia comporterà inoltre un ampliamento del disavanzo energetico italiano, aggiungendo pressione a un quadro già più debole per domanda interna e attività produttiva.

Sul mercato del lavoro, l'occupazione aumenta nella prima metà dell'anno e il tasso di disoccupazione raggiunge un nuovo minimo storico, mentre la crescita delle retribuzioni contrattuali resta moderata. L'inflazione si porta al 3% nel secondo trimestre, con un impatto contenuto sulle bollette grazie ai ripetuti interventi del Governo sulle accise dei carburanti; le proiezioni di giugno indicano un'inflazione media del 3,1% nel 2026, in rientro al 2% nel biennio successivo.

Il credito alle imprese accelera tra febbraio e maggio, in un contesto di aumento dei tassi sui nuovi prestiti alle aziende e, in misura minore, sui mutui alle famiglie. Questo andamento segnala condizioni finanziarie più onerose proprio mentre la crescita italiana risente delle ricadute del conflitto e del rialzo delle materie prime energetiche.

Nel nostro precedente aggiornamento sull’allargamento dello spread BTp-Bund, abbiamo evidenziato la chiusura a 80 punti base e la salita del rendimento del BTp decennale al 3,94%. Il quadro indicava un peggioramento, seppur moderato, dei costi di finanziamento di mercato per il debito sovrano italiano rispetto al benchmark tedesco, un segnale rilevante per valutare il contesto finanziario in cui si muovono economia e credito.

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