Banche italiane, crediti deteriorati netti in calo a maggio
Nel sistema bancario italiano prosegue la riduzione dei crediti deteriorati netti, scesi a 26,7 miliardi di euro a maggio 2026. Il dato indica un ulteriore miglioramento rispetto ai 27,7 miliardi di dicembre 2025 e porta l'incidenza sul totale dei crediti all'1,28%.
In evidenza
- Italian banks' net non-performing loans fell to €26.7 billion in May 2026 from €27.7 billion in December 2025, according to ABI.
- A maggio 2026 i crediti deteriorati netti rappresentano l'1,28% dei crediti totali del sistema bancario, in calo dall'1,32% di dicembre 2025.
- La riduzione dell'incidenza dei crediti deteriorati segnala ulteriore miglioramento della qualità degli attivi e solidità degli istituti italiani.
Andamento dei crediti e confronto storico
Secondo Borsa Italiana, che cita il rapporto mensile dell'Abi, a maggio 2026 i crediti deteriorati netti delle banche italiane ammontano a 26,7 miliardi di euro, in calo rispetto ai 27,7 miliardi registrati a dicembre 2025.L'associazione ricorda che il picco di questa voce, calcolata come insieme di sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e o sconfinanti al netto di svalutazioni e accantonamenti già effettuati dagli istituti, è stato raggiunto nel 2015 a 196,3 miliardi di euro.
Impatto sugli indicatori del settore
A maggio 2026 i crediti deteriorati netti rappresentano l'1,28% dei crediti totali del sistema bancario. Il rapporto risulta inferiore all'1,32% rilevato a dicembre 2025, segnalando un miglioramento della qualità degli attivi bancari.La discesa dell'incidenza dei crediti deteriorati conferma una tendenza favorevole per il settore in Italia, con effetti positivi sulla solidità complessiva degli istituti e sulla capacità di gestione del rischio creditizio.
Nel nostro precedente aggiornamento sulla raccolta bancaria in Italia, basato sui dati del rapporto mensile dell’ABI, abbiamo evidenziato un rafforzamento della provvista a giugno 2026, con depositi e obbligazioni in accelerazione e un aumento della raccolta indiretta tramite titoli custoditi. Il quadro delineava una base di funding più solida per il settore, utile per inquadrare l’evoluzione degli indicatori bancari e la capacità degli istituti di gestire le condizioni di mercato.
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