MTS segnala volumi sostenuti e pressione di vendita sui titoli di Stato europei

MTS segnala volumi sostenuti e pressione di vendita sui titoli di Stato europei
Vendite forti su MTS

Nella settimana a metà luglio i mercati obbligazionari si muovono tra revisioni al ribasso delle stime economiche per il 2026 e segnali misti da inflazione, produzione e crescita nelle principali economie occidentali. Sul mercato MTS gli scambi restano sopra le medie giornaliere dell'anno, con una prevalenza di ordini di vendita sulle scadenze più brevi e medio lunghe della curva italiana.

In evidenza

  • Il 13 luglio MTS registra volumi oltre 57 miliardi, significativamente sopra la media giornaliera 2024, con forte pressione di vendita soprattutto sui titoli 0-2 anni.
  • Il rendimento del Btp decennale benchmark sale al 3,94% il 16 luglio, segnalando ricalibrazioni delle attese su inflazione e politica monetaria, mentre dominano gli ordini sell sulle scadenze medio-lunghe italiane.
  • Bank of Canada mantiene i tassi al 2,25% il 15 luglio, MTS supera i 63 miliardi di controvalore e la Banca d'Italia rivede al rialzo la crescita trimestrale allo 0,6%.

Dati macro e andamenti di mercato

Come riportato da Borsa Italiana, il 13 luglio il riassetto dei forecast economici porta a una revisione generalmente al ribasso delle proiezioni economiche per il 2026 e a un ritocco al rialzo dell'inflazione in UK e nei Paesi del blocco UE. Nella stessa seduta MTS registra volumi oltre 57 miliardi, sopra le medie giornaliere dell'anno, mentre tutti i bucket tranne quello 11-20 anni restano sotto pressione, soprattutto la fascia 0-2 anni, dove circa il 61% degli scambi è in sell.

Lo strumento con i maggiori volumi DV01 è il Btps 3.800 01/07/36. Il 14 luglio il calo dell'inflazione in U.S., in diminuzione dello 0,4% rispetto alla rilevazione di maggio per effetto soprattutto della discesa dei carburanti, si riflette sui Treasury, con il rendimento del biennale in calo di 14 punti base al 4,14%. Nello stesso contesto lo spread Btp-Bund resta stabile a 76 punti base e il rendimento del Btp decennale benchmark si porta al 3,86%.

Il 15 luglio i prezzi alla produzione in U.S. scendono, con il comparto energetico in flessione del 6,4% da maggio e un calo inatteso anche per l'alimentare. I futures azionari salgono e i rendimenti dei Treasury a due anni scendono, segnale che il mercato considera più ridotte le probabilità di un rialzo dei tassi Fed nel breve periodo; nello stesso giorno Bank of Canada lascia i tassi invariati al 2,25% e MTS supera i 63 miliardi di controvalore, con spread a 78 punti base.

Impatto su curva italiana e prospettive di crescita

Il 16 luglio il quadro macro aggiunge una stima mensile del Pil di maggio in UK pari allo 0,1%, sostenuta dai servizi, in aumento dello 0,3%, mentre edilizia e produzione industriale calano rispettivamente dello 0,8% e dello 0,5%. In U.S. diminuiscono anche le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione a 208 mila unità, 8 mila in meno rispetto ai sette giorni precedenti.

Su MTS prevale intanto un trend rialzista sulla parte corta della curva italiana, mentre il verbo sell domina sulle scadenze medio lunghe. Il Btp decennale benchmark rende in media il 3,94%, segnalando un mercato che continua a ricalibrare le attese su inflazione, politica monetaria e crescita.

Il 17 luglio migliora inoltre il sentiment dei consumatori in U.S., con l'indice preliminare dell'University of Michigan che supera quota 54 e lascia l'area di contrazione, mentre le aspettative d'inflazione per il prossimo anno scendono al 4,2% dal 4,6% di giugno. In Italia, la Banca d'Italia rivede al rialzo la stima di crescita grazie a un primo trimestre migliore delle attese, con un aumento dello 0,6% che offre un supporto al quadro macro nazionale.

Nel nostro precedente approfondimento sul mercato del lavoro italiano abbiamo evidenziato che l’occupazione è rimasta in aumento tra primo trimestre e bimestre aprile-maggio, con un tasso di disoccupazione sceso a un nuovo minimo storico. Abbiamo inoltre sottolineato che la crescita delle retribuzioni contrattuali è attesa moderata, suggerendo pressioni salariali contenute e un impatto limitato sulle prospettive macro e sulle attese di politica monetaria.

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