Interpump rileva MVV e rafforza il business delle pompe dosatrici

Interpump rileva MVV e rafforza il business delle pompe dosatrici
Interpump rafforza pompe dosatrici

L'operazione amplia la presenza di Interpump in un segmento specializzato della componentistica industriale attraverso la controllata Alfa Valvole. MVV, storica azienda con sede a Orsago, opera nei settori chimico e tessile e nel 2025 ha registrato ricavi per 6,3 milioni di euro con un margine EBITDA di circa il 22%.

In evidenza

  • Interpump Group acquisisce il 100% di MVV tramite Alfa Valvole, valutando la società circa 6 milioni di euro di Enterprise Value.
  • L'operazione arricchisce il catalogo prodotti di Interpump Group e consolida il business delle pompe dosatrici di Alfa Valvole.
  • L'acquisizione amplia il portafoglio prodotti e rafforza la presenza nei comparti industriali chimico e tessile.

Acquisizione tramite Alfa Valvole

Come riportato da Borsa Italiana, Interpump Group acquisisce il 100% del capitale di MVV tramite la controllata Alfa Valvole, società attiva nelle pompe dosatrici ad ingranaggi destinate principalmente ai comparti chimico e tessile.

Fondata nel 1942 a Orsago, in provincia di Treviso, MVV conta circa 35 dipendenti. La società è stata valutata circa 6 milioni di euro in termini di Enterprise Value.

Impatto sul portafoglio prodotti

L'operazione, nelle parole del presidente esecutivo di Interpump Group Fulvio Montipò, arricchisce ulteriormente il catalogo prodotti del gruppo e consolida il business delle pompe dosatrici di Alfa Valvole.

Secondo il management, l'acquisizione consente anche di ampliare il portafoglio prodotti e di rafforzare la presenza sul mercato in una nicchia industriale legata ad applicazioni per l'industria chimica e tessile.

Nella nostra precedente analisi sul regolamento EPR per il settore tessile in Italia abbiamo illustrato l’avvio della Responsabilità Estesa del Produttore, con nuovi obblighi di raccolta post-consumo, tracciabilità e maggiore attenzione all’ecodesign. L’articolo evidenziava anche l’estensione delle responsabilità a grandi distributori ed e-commerce e l’obiettivo di rendere la filiera Made in Italy più sostenibile e competitiva.

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