Pirelli ottiene l'upgrade di S&P a BBB con leva in calo e margini solidi

Pirelli ottiene l'upgrade di S&P a BBB con leva in calo e margini solidi
Pirelli promossa da S&P

Il miglioramento del merito di credito di Pirelli riflette una fase di rafforzamento finanziario sostenuta da margini elevati e da una forte generazione di cassa. L'outlook stabile indica che il gruppo mantiene spazio per finanziare la crescita, anche negli U.S., senza un deterioramento rilevante dei principali indicatori di credito.

Punti chiave

  • Pirelli riceve un upgrade del rating S&P da BBB- a BBB grazie a leva finanziaria in calo e margini EBITDA attesi al 21-22% con FOCF tra 625 e 725 milioni di euro nel 2026-2027.
  • S&P stima per Pirelli un rapporto FFO/debito stabile tra il 50% e il 55% nei prossimi due anni rispetto al 38,2% di fine 2024, sostenuto da posizionamento premium e riduzione dei costi.
  • Il nuovo assetto azionario, con Tronchetti Provera al 26,6% e investimenti fino a $1,2 miliardi negli U.S., rafforza la strategia premium senza impatti negativi attesi sul merito di credito.

Upgrade del rating e prospettive finanziarie

Come riportato da Borsa Italiana, citando S&P Global Ratings, il rating di credito a lungo termine di Pirelli sale a "BBB" da "BBB-". L'agenzia prevede che il produttore italiano di pneumatici continui a generare margini EBITDA rettificati tra il 21% e il 22% e un free operating cash flow annuo compreso tra 625 e 725 milioni di euro nel 2026 e nel 2027, grazie al focus sui pneumatici ad alto valore aggiunto e ai programmi di riduzione dei costi.

L'elevato FOCF e una politica finanziaria definita equilibrata consentono al gruppo di ridurre in modo significativo la leva finanziaria. S&P stima che il rapporto tra funds from operations rettificati e debito resti tra il 50% e il 55% nei prossimi due anni, rispetto al 38,2% registrato alla fine del 2024.

L'outlook stabile riflette inoltre l'attesa che il rapporto FFO/debito si mantenga stabilmente sopra il 40% e che il rapporto FOCF/debito resti oltre il 20%. Secondo l'agenzia, questi parametri sono sostenuti sia dal posizionamento del gruppo nel segmento premium sia dal continuo lavoro sulla struttura dei costi.

Assetto azionario, piano negli U.S. e impatto operativo

S&P non prevede cambiamenti sostanziali nella politica finanziaria di Pirelli dopo l'evoluzione della sua struttura azionaria. Sinochem cede circa il 14% del capitale a Lumina Crown, holding di investimento dell'amministratore delegato di CSG, Michal Strnad, riducendo così la propria quota complessiva al 20,1%, mentre Marco Tronchetti Provera diventa il principale azionista con una partecipazione complessiva del 26,6% tramite quote dirette e indirette attraverso Camfin e Longmarch Holding.

Il nuovo consiglio di amministrazione comprende tre membri direttamente collegati a Tronchetti Provera, mentre l'influenza di Sinochem resta limitata dal Golden Power italiano, con un solo rappresentante non indipendente. Per S&P, questo assetto può favorire l'attuazione della strategia di crescita negli U.S., in particolare attraverso la commercializzazione dei pneumatici Cyber prodotti localmente nello stabilimento di Rome, in Georgia.

Il gruppo annuncia un programma di investimenti pluriennale fino a 1,2 miliardi di dollari negli U.S. e prevede di presentare un nuovo piano industriale nel 2027. In quella sede potrebbero emergere nuovi obiettivi di leva finanziaria a lungo termine e di distribuzione dei dividendi, ma l'agenzia non si attende effetti significativi sui parametri di credito e considera anche relativamente basso il rischio di rifinanziamento legato a una grande acquisizione, dato il focus su un segmento già concentrato come quello dei pneumatici ad alto valore aggiunto per auto e moto.

S&P segnala infine che le attività di Pirelli in Russia rappresentano una quota limitata degli utili complessivi del gruppo. Le esportazioni dai due stabilimenti russi risultano interrotte e vengono gradualmente assorbite dall'aumento della produzione in Romania e Turchia; nel 2025 i ricavi e l'EBIT legati alla Russia contribuiscono per circa il 4%-5% ai risultati consolidati, per cui un'eventuale cessione o cessazione delle attività avrebbe un impatto limitato sul profilo di credito.

Nella nostra precedente analisi sulla stagione delle trimestrali a Piazza Affari abbiamo evidenziato una tenuta diffusa degli utili, con il 65% delle società monitorate che ha battuto le stime nel secondo trimestre 2026 e profitti semestrali in crescita di oltre il 19%. L’articolo sottolineava anche il peso determinante del comparto finanziario e dei grandi gruppi del Ftse Mib nel trainare la redditività complessiva, rafforzando la fiducia sulle prospettive del 2026.

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