Ue punta su appalti comuni R&S e sandbox regolamentari per rafforzare il mercato dell'innovazione
Nel quadro dell'atto europeo sull'innovazione, Bruxelles delinea strumenti per collegare meglio domanda e offerta di proprietà intellettuale e accelerare l'arrivo sul mercato di nuove idee. Le misure includono una procedura comune per gli appalti di ricerca e sviluppo con preferenza europea e nuovi sandbox normativi per ridurre frammentazione e incertezza.
Punti chiave
- Le nuove misure UE sull'innovazione mirano a generare 35 milioni di euro di risparmi amministrativi e sbloccare 10,2 miliardi di euro annui di finanziamenti aggiuntivi.
- Una procedura comune per gli appalti di ricerca e sviluppo punta a risparmiare 1 miliardo di euro annui per gli acquirenti pubblici e creare 25,92 miliardi di euro di profitti annuali aggiuntivi per le imprese.
- La proposta UE include un approccio armonizzato ai sandbox regolamentari, superando la frammentazione causata da circa 130 iniziative nazionali ed europee, soprattutto nei settori fintech, blockchain ed energia.
Misure Ue per appalti e proprietà intellettuale
Come riportato da Borsa Italiana, la creazione di un effettivo mercato digitale unico prevista dall'atto europeo sull'innovazione collega acquirenti e venditori di proprietà intellettuale e offre supporto specialistico alle aziende per commercializzare i propri progetti.Bruxelles prevede che queste misure generino circa 35 milioni di euro di risparmi sui costi amministrativi e sblocchino 10,2 miliardi di euro all'anno di finanziamenti aggiuntivi tramite capitale di rischio e debito garantiti da proprietà intellettuale. La procedura comune per gli appalti di ricerca e sviluppo garantisce maggiore certezza giuridica alle imprese e agli Stati e, nelle stime indicate, produce un risparmio di 1 miliardo di euro all'anno per gli acquirenti pubblici e 25,92 miliardi di euro di profitti annuali aggiuntivi per le imprese.
Impatto dei sandbox regolamentari in Europa
Tra le proposte figura anche la creazione di sandbox normativi che consentono a imprese, ricercatori e autorità pubbliche di testare nuovi prodotti, servizi o tecnologie per un periodo limitato in un contesto controllato e sotto la supervisione dei regolatori.Questo strumento aiuta gli innovatori a capire come le norme si applicano nella pratica e, allo stesso tempo, offre alle autorità elementi utili per valutare eventuali revisioni del quadro regolatorio. I sandbox esistono già in alcuni settori, ma manca ancora un approccio comune a livello europeo, una lacuna che alimenta frammentazione e incertezza.
Attualmente nell'Ue sono presenti circa 130 sandbox regolamentari a livello europeo o nazionale, concentrati soprattutto nei comparti fintech, blockchain ed energia. In Italia è già operativo un sandbox nel fintech sotto il controllo della Banca d'Italia.
In un nostro precedente approfondimento sulla conversione del finanziamento agevolato di Smart&Start Italia in contributo a fondo perduto abbiamo evidenziato come la misura stia rafforzando la patrimonializzazione delle startup innovative quando entrano investitori privati. Al 31 agosto 2026 risultano 85 operazioni ammesse, con 65,8 milioni di euro di capitali mobilitati negli ultimi quattro anni e 27,4 milioni riconosciuti per la conversione del debito, a conferma del ruolo di questi strumenti nel facilitare l’accesso a risorse e venture capital.
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