Ops Ecom resta sospesa in Borsa, Milano contesta una presunta frode da 30 milioni
Le sospensioni a tempo indeterminato di tre società legate al gruppo Ops mantengono alta l'attenzione del mercato su una vicenda che coinvolge aumenti di capitale e strumenti obbligazionari convertibili. Al centro dell'inchiesta della procura di Milano c'è un presunto schema di finanziamento che, secondo gli investigatori, avrebbe alterato la liquidità delle società e diluito i titoli in circolazione.
Punti chiave
- Ops Ecom, Ops Retail e Ops Italia restano sospese a tempo indeterminato su Piazza Affari a causa di presunte irregolarità nei finanziamenti e nelle emissioni.
- La procura di Milano contesta un presunto schema fraudolento per circa 30 milioni che avrebbe ingannato il mercato tramite diluizione azionaria e deprezzamento dei titoli.
- Fortezza Capital Holding Srl, tramite l'ex AD Ciro Di Meglio, deteneva il 69,9% di Ops Ecom, quote ora sequestrate con decreto del gip del 27 luglio.
Indagine sui finanziamenti e blocco dei titoli
Come riferisce Borsa Italiana, la procura di Milano sostiene che le società quotate, anche per rinviare un grave stato di dissesto, avessero stipulato contratti di finanziamento con una società inglese che, in cambio della liquidità fornita, avrebbe ottenuto un quantitativo di azioni pari all'importo del prestito, oltre a commissioni del 5%. Secondo il procuratore capo Marcello Viola, sarebbe invece emerso che il sottoscrittore era in realtà una società italiana, le cui quote sono state sequestrate, e che la liquidità proveniva da società riconducibili allo stesso amministratore delegato e dalle stesse società quotate.Per gli inquirenti, questo presunto schema fraudolento avrebbe generato un vantaggio economico attraverso la vendita delle nuove azioni emesse nell'ambito dei Poc e l'incasso di commissioni rilevanti. La procura ritiene inoltre che il mercato sia stato ingannato e danneggiato dalla diluizione del numero di azioni disponibili, favorita dalla conversione delle obbligazioni e seguita dal deprezzamento dei titoli.
Ad oggi risultano sospese a tempo indeterminato a Piazza Affari tre società. Tra queste figura Ops Ecom, dove al momento delle dimissioni l'ex amministratore delegato Ciro Di Meglio, tramite Fortezza Capital Holding Srl, deteneva il 69,9% del capitale; tali quote sono oggetto di sequestro preventivo con decreto del gip del 27 luglio.
Effetti sul gruppo Ops e sui controlli di mercato
Oltre a Ops Ecom, è sospesa Ops Retail, fermata in Borsa dalla fine di aprile dopo che la società ha comunicato al mercato che, per un mero errore materiale di calcolo, erano state emesse azioni quotate in eccesso rispetto al limite consentito nelle conversioni del Poc.Resta bloccata anche Ops Italia, con stop dai primi di maggio, sempre per un errore indicato nell'ambito della conversione della seconda tranche del Poc emesso a favore di Global Capital Investment International. La vicenda amplia così i rischi reputazionali e regolamentari per le società coinvolte, mentre il protrarsi delle sospensioni segnala un impatto diretto sulla negoziabilità dei titoli e sulla fiducia degli investitori.
Nel nostro precedente approfondimento sull’indagine della Procura Europea di Milano su crediti d’imposta inesistenti e finanziamenti garantiti dal fondo PMI, abbiamo raccontato un sequestro preventivo da circa 4,9 milioni di euro a carico di quattro società. L’inchiesta ipotizza l’uso di documentazione e operazioni fittizie per ottenere vantaggi illeciti, con successivi flussi di riciclaggio anche verso l’estero, richiamando l’attenzione sui rischi di frode nei meccanismi di controllo e nelle forme di finanziamento agevolato.
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