Borsa Italiana chiede incentivi fiscali per spingere nuove quotazioni

Borsa Italiana chiede incentivi fiscali per spingere nuove quotazioni
Nuovi incentivi per Borsa

Alla Conferenza Euronext Italia 2026 emerge il tema dell'allargamento del mercato azionario italiano come leva per crescita economica e occupazione. Borsa Italiana indica che l'obiettivo di 1.000 società quotate può portare la capitalizzazione di mercato verso il 100% del PIL, rispetto al 47-48% attuale.

Punti chiave

  • Borsa Italiana CEO Fabrizio Testa chiede incentivi fiscali per favorire nuove quotazioni, collegando l'obiettivo all'espansione del listino presentata alla Conferenza Euronext Italia 2026.
  • Testa stima che un aumento delle società quotate possa generare una crescita del PIL intorno all'1%, una riduzione della disoccupazione del 2% e un incremento del gettito fiscale del 2%.
  • La ricerca si focalizza su medie e grandi imprese, sottolineando la necessità di misure che incentivino l'accesso al mercato azionario grazie a strumenti alternativi e premi per la trasparenza.

Ricerca sulle quotazioni e leve di politica industriale

Come riferito da Borsa Italiana, l'amministratore delegato Fabrizio Testa collega la ricerca "L'Italia delle 1000 quotate" alla necessità di mostrare i benefici di un'espansione del listino, presentandola a margine della Conferenza Euronext Italia 2026 a Montecitorio. Secondo Testa, il traguardo è ambizioso ma possibile, anche alla luce di esempi europei come Francia, Olanda e Paesi nordici, dove il rapporto tra capitalizzazione di mercato e PIL è più elevato.

Testa afferma che un aumento rilevante del numero di società quotate e della capitalizzazione produce vantaggi macroeconomici stimati in una crescita del PIL intorno all'1%, una riduzione della disoccupazione di circa il 2% e un incremento del gettito fiscale del 2%. A suo avviso, questi elementi devono entrare nelle valutazioni dell'amministrazione centrale e nei piani industriali orientati allo sviluppo del mercato dei capitali.

L'analisi si concentra in particolare su medie e grandi imprese, cioè quelle che negli ultimi anni risultano più assenti tra le nuove quotazioni. Testa spiega che queste aziende, già note a Borsa Italiana attraverso iniziative con gli imprenditori, hanno crescente bisogno di strumenti alternativi al credito bancario e alle emissioni obbligazionarie incentivate.

Trasparenza premiata e impatto sul finanziamento delle imprese

Per il manager, l'apertura del capitale di rischio al mercato pubblico rappresenta un'alternativa capace di sostenere sia l'espansione organica sia quella inorganica delle imprese. La quotazione, aggiunge, porta anche benefici in termini di produttività e di crescita delle retribuzioni dei lavoratori.

Sul fronte delle raccomandazioni di policy, Testa sostiene che il sistema deve riconoscere un premio alla trasparenza, perché la presenza in Borsa richiede alle aziende standard più elevati di disclosure. In questa prospettiva, chiede interventi sui meccanismi fiscali e sulle misure di supporto all'espansione internazionale e alle operazioni di crescita inorganica, così da rendere più conveniente per gli imprenditori l'ingresso sul mercato azionario.

Nella nostra precedente analisi sul piano 2026-2030 del Fondo Italiano d’Investimento abbiamo illustrato la strategia per rafforzare il private capital in Italia e sostenere la crescita delle PMI nel passaggio al dopo PNRR. Il piano punta su capitali di lungo periodo, consolidamento industriale e investimenti in filiere strategiche, con l’obiettivo di attivare più risorse private e aumentare il ruolo degli investitori istituzionali nel finanziamento delle imprese.

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