Retail del fai da te in Italia accelera sul mix fisico-digitale mentre cala la rete dei negozi
Il comparto italiano del bricolage e dell'home improvement sta ridefinendo il proprio modello di vendita tra punti fisici, marketplace e strumenti di intelligenza artificiale. Il tema emerge a Bricoday di Milano in un contesto di rete commerciale in contrazione, margini sotto pressione e consumatori ancora orientati a toccare con mano il prodotto prima dell'acquisto.
Punti chiave
- Il settore fai da te in Italia registra vendite inferiori all’inflazione, margini compressi e una rete distributiva ridotta del 10% negli ultimi cinque-sei anni.
- Il canale e-commerce mantiene stabilità nel primo semestre, con marketplace come TikTok che superano i 25 milioni di utenti attivi e generano traffico omnichannel.
- L’intelligenza artificiale spinge la crescita grazie a consumatori che, utilizzando strumenti come ChatGPT, comprano più frequentemente e spendono mediamente di più online.
Strategie di rete e nuovi format distributivi
Come riferisce Borsa Italiana, uno dei messaggi centrali emersi dai convegni di Bricoday è che il negozio tradizionale resta un presidio essenziale per un consumatore che continua a cercare un riscontro fisico sul prodotto, anche se le catene devono rivedere il modello di espansione e la scelta delle location.Andrea Boi, Principal Consultant e Partner di TradeLab, spiega che l'anno appena chiuso non è stato positivo per il settore, con vendite cresciute meno dell'inflazione e con l'aumento dei costi e la riduzione generalizzata dei margini che comprimono gli utili, pur mantenendo le aziende ancora in territorio positivo. Secondo Boi, i retailer regionali hanno mostrato una tenuta migliore rispetto agli operatori più estesi, mentre il numero di nuove aperture resta limitato e le chiusure determinano una lieve contrazione della rete, scesa del 10% negli ultimi cinque o sei anni.
In questo scenario, la razionalizzazione impone un cambio di paradigma nelle aperture. Boi indica che le insegne devono partire dall'analisi dei bacini di domanda più appetibili, valutando anche il ritorno di posizioni stand-alone fuori dai centri commerciali, in un mercato dove la crisi più ampia della distribuzione libera spazi potenzialmente adatti anche a grandi superfici DIY.
E-commerce, social commerce e IA spingono il nuovo mix
Accanto alle difficoltà del canale fisico, l'e-commerce mostra segnali più favorevoli grazie a una domanda che nei primi sei mesi dell'anno resta sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Stefano Pironi, Key Account Manager Tech Industry di NIQ, osserva però che dietro la stabilità media emergono forti differenze tra categorie, con la crescita dei marketplace e di piattaforme di vendita online non tradizionalmente associate al fai da te, tra cui TikTok.Massimo Rocchelli, Industry Lead di TikTok Shop, afferma che la piattaforma supera i 25 milioni di utenti attivi in Italia e si sta trasformando da canale di intrattenimento a strumento di scoperta di prodotti e brand. Nel fai da te, aggiunge, il video rende il prodotto più tangibile e comprensibile, mentre due utenti su cinque che mostrano interesse dopo la visione tendono anche a recarsi in negozio, generando un effetto positivo sugli altri canali di vendita.
Rocchelli aggiunge che oltre il 41% del fatturato della piattaforma arriva dagli over 40 e che tra le categorie in maggiore crescita rientra l'home living, area che comprende anche il bricolage. Sul fronte tecnologico, Davide Casaleggio, CEO e partner di Ecommerce Italia, sostiene che l'intelligenza artificiale sta cambiando il modo di vendere online, aumentando il valore strategico delle schede prodotto e dei dati che saranno letti non solo dai clienti finali ma anche dagli assistenti AI usati per confrontare prodotti e negozi.
Pironi evidenzia infine una segmentazione crescente tra gli utenti che usano strumenti di AI per preparare gli acquisti. Secondo la sua analisi, chi ricorre a servizi come ChatGPT prima di comprare prodotti di home improvement spende mediamente di più, acquista con maggiore frequenza e utilizza un numero più elevato di punti vendita online.
Nel nostro precedente approfondimento sul lancio del polo SophIA di CDP Venture Capital abbiamo spiegato come l’iniziativa miri a rafforzare il trasferimento tecnologico in intelligenza artificiale e cybersecurity, con una dotazione iniziale di 27,5 milioni di euro e il supporto a oltre 20 progetti nelle fasi early stage. Abbiamo inoltre inquadrato l’operazione nel contesto della forte crescita del mercato IA in Europa e in Italia, evidenziando l’obiettivo di trasformare la ricerca scientifica in valore industriale e competitività per il sistema Paese.
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