Milano chiude settembre in calo, petrolio e bond pesano sul Ftse Mib

Milano chiude settembre in calo, petrolio e bond pesano sul Ftse Mib
Petrolio pesa su Milano

Il rientro autunnale sui mercati europei si chiude in un contesto di forte volatilità, con l'aumento del prezzo del greggio e l'impennata dei rendimenti obbligazionari che frenano gli indici azionari. A Piazza Affari il Ftse Mib perde il 2,4% nel mese ma limita il calo trimestrale allo 0,6%, mentre restano sotto pressione i titoli dell'auto e tengono oil & gas e tecnologia.

Punti chiave

  • Il Brent avanza del 14,4% a settembre e del 42,4% nel trimestre, sostenendo pressioni inflazionistiche e timori su approvvigionamenti energetici.
  • Il rendimento del Treasury decennale sfiora il 5,3%, massimo dal 2007, con rialzo mensile di oltre 51 punti base e forti vendite obbligazionarie.
  • Il Ftse Mib perde il 2,4% a settembre, soprattutto penalizzato dall'automotive (-8,4%) con Stellantis a -18%, mentre oil & gas avanza dell'11,5% nel trimestre.

Rendimenti in rialzo e greggio caro

Come riportato da Borsa Italiana, settembre è segnato da tensioni diffuse sui mercati finanziari globali, tra timori per la tenuta dei conti pubblici, nuove pressioni inflazionistiche e ripetute delusioni sulle prospettive di una tregua in Medio Oriente.

Il Brent sale del 14,4% nel mese e del 42,4% nel trimestre, mentre il Wti avanza del 12,8% a settembre e del 39% nel periodo, sostenuto dalle preoccupazioni sugli approvvigionamenti legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Parallelamente, le vendite sui bond spingono il Treasury decennale vicino al 5,3%, ai massimi dal 2007 e con il maggiore rialzo mensile degli ultimi due anni, superiore a 51 punti base.

Anche in Europa la pressione sui titoli di Stato resta elevata. Lo spread tra BTp e Bund supera i 100 punti base nell'ultima seduta del mese, ai massimi da maggio 2025, mentre il rendimento del decennale italiano sale al 4,6%, il Bund tedesco chiude al 3,58% e l'OaT francese arriva al 4,84%, con spread sul Bund a 128 punti base.

Settori e listini europei sotto pressione

Nel quadro europeo, l'Euro Stoxx 600 chiude settembre in calo del 2,2% e registra un ribasso dell'1,7% nel trimestre. Il Ftse Mib perde il 2,4% nel mese, meglio di Parigi, che cede il 4,4% a settembre e il 5,2% nel trimestre, mentre il Dax segna un calo mensile del 4% ma conserva un progresso trimestrale dello 0,9%. Madrid si allinea a Piazza Affari con un -2,7% nel mese e -0,2% nel trimestre.

Le vendite colpiscono soprattutto l'automotive, in ribasso dell'8,4% a settembre, con Stellantis in calo del 18% nel mese e del 21% nel trimestre a Milano. In controtendenza il comparto oil & gas, che guadagna l'11,5% nel trimestre e il 2% nell'ultimo mese, con Eni in rialzo del 3,1% a settembre e del 16,3% nei tre mesi.

Sotto osservazione anche i tecnologici, in aumento del 2% nel mese ma in flessione dell'1,4% nel trimestre. St sale dell'8,9% a settembre, pur restando in calo del 27,2% nel trimestre, in un settore che continua a oscillare tra timori per gli investimenti elevati e nuove ondate di ottimismo.

Nel nostro precedente approfondimento sullo spread BTp-Bund e sull’andamento dei rendimenti nell’area euro abbiamo evidenziato come le tensioni sul mercato petrolifero stessero spingendo gli investitori verso i titoli di Stato dei Paesi core. In quel contesto, il differenziale BTp-Bund si era portato in area 102 punti base (massimi da maggio 2025), con Bund in calo di rendimento e OaT francese ancora sotto pressione, segnalando un mercato obbligazionario europeo selettivo e sensibile al rischio.

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