Gruppo MCC, utile a 67 milioni nei nove mesi 2026 mentre i prestiti superano 11,6 miliardi

Gruppo MCC, utile a 67 milioni nei nove mesi 2026 mentre i prestiti superano 11,6 miliardi
MCC: utile e prestiti record

Nei primi nove mesi del 2026 il Gruppo Mediocredito Centrale registra un utile consolidato leggermente inferiore all'anno precedente, accompagnato però da una crescita degli impieghi e delle erogazioni a famiglie e imprese. Il gruppo supera i 2 miliardi di nuovi finanziamenti nel periodo e mostra un miglioramento della qualità del credito, mentre sale il cost/income ratio.

Punti chiave

  • Gruppo Mediocredito Centrale registra un utile consolidato di 67 milioni nei nove mesi 2026, rispetto a 67,5 milioni al 30 settembre 2025.
  • Gli impieghi netti alla clientela crescono del 6,3% a 11.628 milioni mentre la raccolta istituzionale in titoli aumenta del 56,3% a 2.398 milioni.
  • L'NPE ratio lordo migliora al 3,5% dal 3,7% ma il cost/income ratio peggiora al 71,4% rispetto al 60,4% dell'anno precedente.

Risultati dei nove mesi e andamento operativo

Come riportato da Teleborsa, il Gruppo Mediocredito Centrale chiude i primi nove mesi dell'esercizio 2026 con un utile consolidato di 67 milioni di euro, rispetto ai 67,5 milioni registrati al 30 settembre 2025. Il risultato aggregato delle legal entities si attesta a 62,8 milioni, in aumento dai 59,5 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente, a cui si aggiunge un effetto positivo delle scritture di consolidamento per 4,2 milioni, in calo dagli 8 milioni del 2025 per il normale processo di decalage legato al trascorrere del tempo.

Nel dettaglio, la capogruppo MCC realizza un utile di 28,5 milioni, in crescita dai 23,9 milioni del 30 settembre 2025. BdM Banca registra un utile di 29,4 milioni contro 26,7 milioni, mentre Cassa di Risparmio di Orvieto scende a 6,8 milioni da 8,9 milioni. Artigiancassa, ancora nella fase di start up, chiude invece i primi nove mesi del 2026 con una perdita di 1,9 milioni.

Sul fronte commerciale, gli impieghi netti alla clientela aumentano del 6,3% a 11.628 milioni di euro rispetto ai 10.937 milioni di fine 2025. Le erogazioni a famiglie e imprese salgono del 5,6% a 2.028 milioni, contro 1.921 milioni nei primi nove mesi del 2025, mentre la raccolta diretta da clientela cresce del 5,4% a 11.845 milioni e la raccolta istituzionale in titoli balza del 56,3% a 2.398 milioni.

Qualità del credito e implicazioni per il settore bancario

L'evoluzione degli indicatori patrimoniali e di rischio mostra un miglioramento della qualità del credito del gruppo. L'NPE ratio lordo scende al 3,5% dal 3,7% di fine 2025, mentre l'NPE ratio netto cala al 2,1% dal 2,2%; anche il costo del rischio migliora e si attesta allo 0,47%, rispetto allo 0,97% del 30 settembre 2025.

Resta invece sotto osservazione l'efficienza operativa, con il cost/income ratio che sale al 71,4% dal 60,4% registrato un anno prima. Il Tier 1 ratio di gruppo si posiziona al 15,14%, in calo rispetto al 15,87% del 31 dicembre 2025, un livello che continua comunque a rappresentare un elemento rilevante per la tenuta patrimoniale del gruppo in un contesto di espansione dei volumi.

Nel nostro precedente approfondimento sulle prospettive di UniCredit in vista della trimestrale abbiamo messo a fuoco le attese del mercato su utili e capitale, con la possibilità di un rialzo della guidance 2026. Abbiamo inoltre analizzato il dossier Commerzbank come potenziale leva di creazione di valore, evidenziando il peso delle autorizzazioni regolamentari e le implicazioni su governance e allocazione del capitale.

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