L'ESMA aggiorna in Europa le linee guida sul rinvio della divulgazione di abusi di mercato

L'ESMA aggiorna in Europa le linee guida sul rinvio della divulgazione di abusi di mercato
L'ESMA rivede le regole di divulgazione

Gli emittenti europei devono affrontare regole di divulgazione riviste dopo che l'ESMA ha completato l'aggiornamento delle proprie linee guida sul Regolamento sugli abusi di mercato in materia di rinvio della pubblicazione di informazioni privilegiate. Le modifiche aggiungono altri cinque esempi di interessi legittimi che possono giustificare un rinvio, eliminando al contempo le indicazioni legate ai processi prolungati in seguito a una modifica normativa del giugno 2026.

Punti chiave

  • L'ESMA ha aggiornato le proprie linee guida per chiarire le situazioni che consentono il rinvio della divulgazione di informazioni privilegiate ai sensi del Regolamento sugli abusi di mercato in Europa.
  • Le nuove indicazioni, successive a una consultazione pubblica, forniscono un elenco non esaustivo di casi legittimi di rinvio, tra cui richieste delle autorità pubbliche, necessità di informazioni aggiuntive e nomine sensibili.
  • Da giugno 2026, gli emittenti non dovranno divulgare informazioni privilegiate sui processi prolungati prima del loro completamento, riflettendo la rimozione da parte dell'ESMA dei relativi esempi dalle linee guida.

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

Quadro rivisto per le divulgazioni rinviate

Come riportato dall'ESMA, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, le linee guida riviste semplificano il quadro che disciplina quando gli emittenti possono posticipare la divulgazione al pubblico di informazioni privilegiate ai sensi del Regolamento sugli abusi di mercato. L'autorità di regolamentazione afferma che gli emittenti devono comunque divulgare tali informazioni il prima possibile per mantenere informati gli investitori e contribuire a prevenire l'insider dealing, ma possono ritardarne la pubblicazione in casi specifici in cui la divulgazione immediata pregiudicherebbe interessi legittimi.

Le indicazioni aggiornate forniscono agli emittenti un elenco non esaustivo di situazioni che possono giustificare un rinvio. L'ESMA afferma che le aggiunte seguono una consultazione pubblica e includono casi in cui un'autorità pubblica chiede a un emittente di non divulgare informazioni, in cui sono necessarie ulteriori informazioni affinché i partecipanti al mercato possano valutare correttamente le informazioni privilegiate, in cui una divulgazione commerciale sensibile potrebbe compromettere un'opportunità di business, in cui la nomina di un consiglio di amministrazione o di un dirigente chiave potrebbe essere compromessa e in cui la divulgazione relativa a società dello stesso gruppo potrebbe pregiudicare direttamente l'emittente e compromettere il rinvio di un'altra società.

Implicazioni normative per gli emittenti

Dal giugno 2026, gli emittenti non sono più tenuti a divulgare immediatamente informazioni privilegiate collegate a processi prolungati prima che tali processi siano completati. In linea con tale cambiamento, l'ESMA ha rimosso dalle linee guida gli esempi di interessi legittimi relativi al rinvio della divulgazione in tali processi.

L'aggiornamento completa il quadro normativo rivisto dell'ESMA in quest'area ed è in linea con il suo obiettivo dichiarato di semplificazione e riduzione degli oneri. Per le società quotate e gli altri emittenti in Europa, le modifiche mirano a fornire criteri più chiari per valutare se un rinvio della divulgazione sia consentito, mantenendo al contempo le norme sulla trasparenza del mercato ai sensi del MAR.

Nel nostro precedente articolo sulle prospettive di crescita disomogenee dell'Europa e sulle condizioni del credito, abbiamo osservato che le ultime previsioni dell'FMI indicavano una ripresa frammentata, con Germania, Regno Unito e Spagna che mostravano una relativa resilienza, mentre la Francia restava indietro. Abbiamo inoltre evidenziato come i persistenti rischi inflazionistici, i rigidi vincoli fiscali e le mutevoli dinamiche commerciali stessero influenzando le condizioni di finanziamento e il sentiment di mercato, aumentando i rischi di credito nelle economie più deboli.

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