Stellantis aumenta la produzione in Italia nel primo trimestre
Secondo il report periodico della Fim-Cisl, nei primi tre mesi del 2026 gli impianti italiani di Stellantis realizzano 120.366 veicoli, con una crescita del 9,5% che segna un cambio di direzione dopo due anni di forte calo. Il recupero è sostenuto soprattutto dalle autovetture, mentre i veicoli commerciali restano in flessione e il sindacato chiede un confronto sul piano industriale per consolidare produzioni e occupazione negli stabilimenti italiani.
In evidenza
- Stellantis ha registrato un aumento del 22% nella produzione di auto in Italia nel primo trimestre 2026, trainato dai lanci di 500 ibrida e nuova Jeep Compass.
- Il segmento dei veicoli commerciali è diminuito del 5,8% a 46.525 unità, con Sevel che mantiene il 39% dei volumi ma soffre l'adeguamento produttivo.
- Le performance degli stabilimenti variano: Melfi cresce del 92,5%, Torino Mirafiori del 42,4%, Pomigliano del 6,7%, Modena del 583%, mentre Cassino cala del 37,4%.
Ripresa trainata dai nuovi modelli
L’aumento dei volumi nel trimestre è guidato dalla crescita del 22% delle auto prodotte, sostenuta dall’avvio della 500 ibrida a Mirafiori e della nuova Jeep Compass a Melfi. In una nota, la Fim spiega che questi lanci consentono di recuperare parte delle perdite accumulate nel 2025, senza però riportare i livelli produttivi ai volumi degli anni precedenti o a quelli del 2024. Per l’intero 2026, i metalmeccanici della Cisl prevedono un ritorno a quota 500mila tra autovetture e mezzi commerciali.
Resta però debole il segmento dei veicoli commerciali, che nel primo trimestre scende del 5,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, fermandosi a 46.525 unità. La flessione riguarda anche Sevel, che pur mantenendo il primato per volumi con circa il 39% della produzione italiana, risente dell’adeguamento della capacità produttiva legato alla nuova verniciatura. Il sindacato sottolinea quindi la necessità di aggiornare il piano industriale per garantire missioni produttive stabili ai siti italiani.
Andamento disomogeneo tra gli stabilimenti italiani
L’evoluzione dei singoli impianti mostra una ripresa non uniforme sul territorio nazionale. Cassino continua a perdere terreno, con un calo del 37,4% anche rispetto al 2025, mentre Melfi registra un balzo del 92,5% e Torino Mirafiori cresce del 42,4%. In aumento anche Pomigliano, con un progresso del 6,7%, e Modena, con un incremento del 583% su basi però molto contenute.
La Fim-Cisl collega il miglioramento generale all’arrivo di nuovi modelli e alla produzione per l’intero anno dei veicoli già lanciati negli ultimi mesi. Il 2026 dovrebbe inoltre beneficiare della DS8 prodotta a Melfi e delle future produzioni di DS7 e Lancia Gamma nello stesso polo lucano. Secondo il sindacato, questa inversione di tendenza ha valore industriale perché arriva dopo due anni negativi in cui le produzioni si sono quasi dimezzate rispetto alle 751.384 unità del 2023, con quasi metà della forza lavoro del gruppo coinvolta in ammortizzatori sociali.
In un nostro precedente articolo abbiamo riportato le richieste avanzate in Senato da Confindustria Brescia per interventi strutturali sui costi dell’energia, ritenuti più decisivi dei tagli temporanei delle accise per permettere alle imprese di programmare investimenti e produzione. Avevamo anche evidenziato l’esigenza di regole chiare e rapide su Transizione 5.0 e di maggiore stabilità normativa, insieme alla richiesta di margini di manovra più ampi a livello UE per sostenere la competitività manifatturiera.
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