Piazza Affari chiude in calo, pesano tech e timori su inflazione U.S.

Piazza Affari chiude in calo, pesano tech e timori su inflazione U.S.
Piazza Affari giù su timori

Milano termina la seduta in ribasso e si colloca in fondo ai principali listini europei, mentre gli investitori restano cauti di fronte ai nuovi segnali di pressione sui prezzi negli U.S.. Sul sentiment di mercato incidono anche i dubbi sulla sostenibilità dei rendimenti nel settore dell'intelligenza artificiale e il peggioramento della produzione industriale dell'Eurozona ad agosto 2026.

Punti chiave

  • Piazza Affari chiude in flessione con FTSE MIB a -0,72% e FTSE Italia All-Share a -0,70% per effetto dei timori inflazionistici U.S. e della debolezza tech.
  • I prezzi alla produzione U.S. salgono del 6,3% annuo a settembre contro il consenso del 5,3%, rafforzando le attese di una nuova stretta monetaria Fed.
  • I rumor sui ricavi trimestrali di Anthropic a 16,8 miliardi di dollari alimentano i dubbi sulla sostenibilità dei ritorni nel comparto AI, penalizzando il settore.

Pressioni macro e debolezza del settore AI

Come riporta Teleborsa, i prezzi alla produzione negli U.S. diffusi nel pomeriggio mostrano a settembre il maggiore aumento mensile da oltre quattro anni, trainato soprattutto dai costi energetici e rafforzando le attese di una possibile nuova stretta monetaria della Federal Reserve.

Il dato si aggiunge ai prezzi al consumo U.S. superiori alle attese diffusi il giorno precedente. Anche le vendite al dettaglio superano le stime, con una crescita oltre lo 0,3% atteso, mentre i prezzi alla produzione salgono del 6,3% su base annua fino a settembre, contro un consenso del 5,3%.

Sui mercati pesa inoltre il riemergere di interrogativi sulla capacità del comparto dell'intelligenza artificiale di generare ritorni sostenibili nel medio-lungo termine a fronte di investimenti elevati. I rumor sui ricavi trimestrali di Anthropic, pari a 16,8 miliardi di dollari nel terzo trimestre, vengono letti come un possibile rallentamento della crescita rispetto al trimestre precedente e alimentano i dubbi sulle valutazioni del settore.

Milano peggiore in Europa, spread in lieve calo

Nel quadro europeo, Francoforte avanza dello 0,33%, Londra guadagna l'1,08% e Parigi sale dello 0,78%, mentre Piazza Affari chiude in controtendenza. Il FTSE MIB perde lo 0,72%, il FTSE Italia All-Share cede lo 0,70% a 51.964 punti, il FTSE Italia Mid Cap scende dello 0,15% e il FTSE Italia Star lascia sul terreno l'1,04%.

Secondo i dati diffusi da Eurostat, la produzione industriale dell'Eurozona cala dello 0,5% su base mensile ad agosto 2026, peggio del -0,3% rivisto del mese precedente e rispetto a stime di stabilità. Su base annua la flessione è dell'1,1%, contro il -0,3% rivisto precedente e il -0,1% atteso.

Sul fronte obbligazionario, lo spread si riduce leggermente a 108 punti base, con il rendimento del BTP decennale al 4,48%. Sul mercato valutario l'euro sale a 1,121 contro il dollaro U.S., mentre l'oro cresce dell'1,05% a 4.148,8 dollari l'oncia e il petrolio Light Sweet Crude Oil avanza del 2,43%.

Tra le blue chip milanesi si distinguono Telecom Italia, in rialzo dell'1,92%, Leonardo, in progresso dell'1,87%, Snam, in aumento dell'1,33%, e Ferrari, che sale dell'1,29%. Sul versante opposto, Technoprobe crolla del 10,33%, Saipem perde il 4,69%, STMicroelectronics arretra del 3,82% e Prysmian scende del 2,96%.

Nel nostro precedente aggiornamento sulle Borse europee, abbiamo evidenziato come i listini si muovessero in ordine sparso con Piazza Affari debole, mentre gli investitori rivalutavano le prospettive di rendimento del settore dell’intelligenza artificiale. Il quadro era appesantito dai timori di nuova inflazione negli USA e di ulteriori strette della Fed, insieme ai segnali di debolezza arrivati dall’Eurozona con il calo della produzione industriale.

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