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Piazza Affari, Alantra vede nello STAR il punto d'ingresso più attraente

Piazza Affari, Alantra vede nello STAR il punto d'ingresso più attraente
STAR: ingresso ideale ora

La stagione delle semestrali 2026 a Piazza Affari mostra una crescita sostenuta dei ricavi, ma una minore capacità di trasformare il fatturato in utili per una parte ampia delle società quotate. L'analisi segnala una tenuta relativa del segmento STAR, dove valutazioni ancora compresse e maggiore liquidità lo rendono il mercato più interessante secondo gli analisti.

Punti chiave

  • Nel primo semestre 2023, il campione analizzato ha registrato ricavi in crescita del 6,6% a 327 miliardi di euro e utile netto in aumento del 31% a 16,8 miliardi.
  • Senza Stellantis ed Eni, i ricavi crescono del 6,3% ma l'EBITDA scende dell'1% e il margine EBITDA si contrae di 160 punti base.
  • Il segmento STAR registra un aumento del controvalore giornaliero del 77% a 155 milioni di euro, trainando la liquidità nel mercato rispetto ad altri segmenti.

Analisi dei conti del primo semestre

Come riporta Teleborsa, citando Alantra, l'esame dei risultati del primo semestre delle società quotate su Borsa Italiana delinea un mercato a due velocità, con ricavi in aumento ma redditività più fragile fuori dai grandi gruppi. Lo studio considera 407 società quotate, pari a una capitalizzazione complessiva di 1.237 miliardi di euro, e restringe poi il campione a 299 aziende, per 703 miliardi di capitalizzazione, escludendo banche, assicurazioni, titoli sospesi, azioni di risparmio, SPAC e società con esercizio non coincidente con l'anno solare.

Nel semestre il campione registra ricavi in crescita del 6,6% a 327 miliardi di euro, EBITDA in aumento dell'11% a 60,2 miliardi e utile netto in rialzo del 31% a 16,8 miliardi, con margine EBITDA salito di 70 punti base al 18,4%. Alantra osserva però che Stellantis ed Eni spiegano da sole il 40% dell'aumento dei ricavi, il 108% di quello dell'EBITDA e l'89% della crescita dell'utile netto, alterando la lettura complessiva della stagione.

Escludendo i due gruppi, i ricavi crescono comunque del 6,3%, ma l'EBITDA cala dell'1%, l'EBIT del 4,3% e l'utile netto sale solo del 3,3%, mentre il margine EBITDA si contrae di 160 punti base. Anche i dati mediani confermano la debolezza della qualità della crescita, con ricavi a +5,2%, EBITDA a +4,9%, EBIT a -0,7% e utile netto quasi invariato a +0,9%, mentre solo il 54% delle società aumenta l'ultima riga di bilancio.

L'indebitamento netto sale del 14% a 2,2 volte l'EBITDA annualizzato, in un semestre segnato da 14,7 miliardi di dividendi e 4,8 miliardi di buyback. La leva mediana resta invece stabile a 1,4 volte.

Liquidità e impatto sui segmenti di mercato

Da inizio anno l'andamento dei listini segue soprattutto le grandi capitalizzazioni, con il FTSE Italia All-Share in rialzo del 9,8%, contro il +2,3% del FTSE Italia Mid Cap, il +0,1% dello Small Cap e il -0,8% dello STAR. Solo il FTSE Italia Growth, con un progresso del 9,2%, tiene il passo del mercato principale.

A livello settoriale, gli Industriali restano tra i comparti più solidi, con ricavi mediani in crescita del 10,3% ed EBITDA in aumento del 9,7%. Spiccano i titoli legati a elettrificazione e reti, con ricavi a +15% ed EBITDA a +25%, mentre macchinari e automazione mostrano una crescita a doppia cifra dell'EBITDA nonostante ricavi quasi piatti, grazie al recupero dei margini; ingegneria e costruzioni segnano invece l'espansione più rapida del fatturato, +18%, ma con pressione sulla redditività.

Le società sopra i 500 milioni di euro mostrano inoltre un EBITDA mediano in aumento del 22%, contro il 6% delle aziende più piccole. In coda si collocano i beni di consumo non ciclici, con ricavi piatti, EBITDA in calo dell'8,3% e solo un terzo delle società in crescita, seguiti da utility, -1,5%, e telecomunicazioni, -3%.

Gli scambi medi giornalieri su Borsa Italiana salgono del 19% a 4,1 miliardi di euro, ancora concentrati per oltre il 90% sui titoli del FTSE MIB. Lo STAR beneficia maggiormente di questa dinamica, con controvalore giornaliero in crescita del 77% a 155 milioni di euro e tre società su quattro che registrano un aumento degli scambi, con una mediana del +45%.

Su Euronext Growth Milan il rialzo del 67%, a 11 milioni di euro, dipende invece quasi interamente da una singola società. A perimetro costante la crescita si ferma al 12% e la società mediana scambia il 9% in meno rispetto a un anno prima, un fattore che secondo Alantra contribuisce a spiegare la reazione più lenta dei prezzi alle revisioni delle stime su EGM.

Gli scambi su Borsa Italiana del 14 ottobre a Piazza Affari hanno mostrato un netto aumento dell’attività, con un controvalore salito a 3,09 miliardi di euro e volumi azionari in crescita rispetto alla seduta precedente. Nel complesso, la distribuzione dei titoli tra rialzi e ribassi ha descritto un mercato ampio e dinamico, pur con una lieve prevalenza di chiusure negative.

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