Mira Kyivska

Le azioni Eni perdono quasi il 3% mentre le vendite prevalgono sulle notizie sugli utili solidi

Le azioni Eni perdono quasi il 3% mentre le vendite prevalgono sulle notizie sugli utili solidi
Oggi Eni perde il 2,73% e scende a €26,91

Eni S.p.A. (ENI) ha perso il 2,73% in seguito a un'ondata di vendite, nonostante le notizie sui solidi risultati trimestrali e sui maggiori rendimenti per gli azionisti avessero creato un contesto societario positivo. Il calo contrasta con la struttura rialzista del titolo nel medio e lungo periodo, con i prezzi in discesa nonostante i solidi segnali di tendenza offerti dalle principali medie mobili.

ENI previsione del prezzo
24H -0.04%
26,1 €
48H -0.08%
26,09 €
7D -0.04%
26,1 €
1M 10.61%
28,88 €
3M 13.52%
29,64 €
6M 64.3%
42,9 €
12M 66.72%
43,53 €
Prezzo attuale: 26,11 € 0.0700 0.27%
Dati in tempo reale 13:08
Intervallo giornaliero 26.06 Arrow from to Icon 26.24
Intervallo settimanale 25.75 Arrow from to Icon 27.40
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Punti chiave

  • Nel terzo trimestre del 2026 Eni ha registrato ricavi pari a €26,04 miliardi e un utile netto di €3,21 miliardi.
  • Il consiglio di amministrazione ha approvato un dividendo straordinario di €0,46 per azione, aumentato del 12% il programma di riacquisto di azioni proprie per il 2026, portandolo a €3,8 miliardi, e incrementato il dividendo ordinario a €1,10 per azione.
  • Le azioni Eni mantengono un'impostazione rialzista, con forti indicatori di momentum e un intervallo previsto per i prossimi cinque giorni compreso tra €25,98 e €27,84.

Rendimenti più elevati per gli azionisti, mentre le vendite prevalgono sui solidi risultati

Eni S.p.A. ha registrato nel terzo trimestre del 2026 ricavi pari a €26,04 miliardi e un utile netto di €3,21 miliardi. Il consiglio di amministrazione ha approvato un dividendo straordinario di €0,46 per azione, con data di stacco fissata al 7 dicembre 2026 e pagamento previsto per il 9 dicembre 2026. Eni ha aumentato del 12% il programma di riacquisto di azioni proprie per il 2026, portandolo a €3,8 miliardi, e ha confermato un dividendo ordinario di €1,10 per azione, in aumento del 5% rispetto al 2025. La società prevede inoltre di prendere una decisione finale d'investimento sulla prima fase del progetto petrolifero in Venezuela entro la fine del 2026, sebbene i prezzi siano rimasti sotto la pressione generalizzata delle vendite.

Anton Kharitonov, esperto di Traders Union, sottolinea la discrepanza tra i risultati finanziari positivi di Eni e il recente calo del 2,73% del titolo. Osserva che la persistente pressione delle vendite mette in dubbio i segnali tecnici rialzisti, soprattutto perché gli indicatori di ipercomprato segnalano un sentiment eccessivamente ottimista. L'analista invita alla cautela di fronte all'eccessiva fiducia generata da solidi indicatori di tendenza, qualora il prezzo continuasse a muoversi in contrasto con i fondamentali. Sottolinea l'importanza del gap ribassista e dell'impennata della volatilità dopo l'apertura, che indicano un cambiamento del sentiment nel breve termine. «A prescindere dalla tendenza tecnica rialzista, resto prudente: un ottimismo eccessivo potrebbe invertirsi rapidamente se Eni ritestasse il supporto a €25,98.»
Viktoras Karapetjanc, esperto di Traders Union, sottolinea che i solidi fondamentali di Eni sostengono la resilienza della fiducia degli investitori. Considera il dividendo straordinario e l'ampliamento del programma di riacquisto di azioni proprie una prova della robusta capacità di generare liquidità. La struttura rialzista resta intatta, sostenuta da segnali positivi di tendenza e dalle decisioni fiduciose del consiglio di amministrazione, nonostante brevi ondate di vendite. «Questa configurazione offre un'opportunità chiara: mi aspetto un'ulteriore crescita, con il momentum rialzista destinato probabilmente a prevalere sopra €25,98.»
Parshwa Turakhiya, analista, osserva che l'andamento dei prezzi di Eni riflette una contesa tra il momentum da ipercomprato e le prese di profitto a breve termine. Rileva che gli indicatori tecnici favoriscono un orientamento rialzista, ma avverte che l'elevata volatilità intraday potrebbe provocare rapidi cambiamenti del sentiment. Turakhiya ritiene che i trader attivi dovrebbero seguire un possibile ritorno verso la resistenza a €27,10, proteggendosi al contempo da un nuovo test di €25,98. «Se il momentum si stabilizza, intravedo una finestra di breve termine per operazioni al rialzo, ma le oscillazioni dinamiche richiedono una rigorosa gestione del rischio.»
Eni asset chart
Eni dinamica dei prezzi. Fonte: TradingView.

Momentum rialzista e segnali di ipercomprato in un contesto di volatilità intraday

Eni resta al di sopra delle medie mobili a 20, 50 e 200 giorni (rispettivamente a €25,24, €24,34 e €22,25), confermando una struttura rialzista su tutti i principali orizzonti temporali. La resistenza più vicina si trova a €27,10, mentre il supporto è a €25,98. Gli indicatori tecnici mostrano un forte momentum, con MACD e ADX entrambi orientati all'acquisto. RSI, Stochastic RSI, CCI e BBP segnalano condizioni di ipercomprato, mentre il BBP conferma la netta prevalenza degli acquirenti nell'intraday. Anche l'Awesome Oscillator avvalora la prosecuzione del momentum rialzista. Oggi il prezzo ha perso il 2,73% dopo aver aperto in gap ribassista e la volatilità intraday è pari all'1,62%: segnali di pressione dopo l'apertura, nonostante persistano indicazioni di momentum da ipercomprato.

In precedenza, gli analisti avevano osservato che il titolo Eni manteneva una struttura di tendenza rialzista, sostenuta dalla solidità tecnica e da valutazioni favorevoli degli analisti. Alla luce del recente consolidamento e dei persistenti segnali di ipercomprato, nonostante una correzione recente, i trader dovrebbero monitorare attentamente il supporto a €25,98, soglia cruciale per un eventuale cambiamento del momentum nel corso di questa settimana.

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