Le azioni Eni perdono circa il 2,5% dopo che il dividendo straordinario e l’aumento del buyback non sono riusciti a frenare le vendite

Le azioni Eni perdono circa il 2,5% dopo che il dividendo straordinario e l’aumento del buyback non sono riusciti a frenare le vendite
Oggi Eni perde il 2,59% e scende a €26,54‌

Eni S.p.A. (ENI) ha perso il 2,59% sotto la rinnovata pressione delle vendite, nonostante la società si sia avvicinata alla settimana dell’ADIPEC dopo un solido terzo trimestre e l’annuncio di maggiori rendimenti per gli azionisti. Il calo contrasta con i solidi segnali tecnici rialzisti: Eni resta ben al di sopra delle medie mobili di breve, medio e lungo periodo.

ENI previsione del prezzo
24H 1.17%
26,73 €
48H 1.02%
26,69 €
7D 0.61%
26,58 €
1M 12.76%
29,79 €
3M 15.71%
30,57 €
6M 67.49%
44,25 €
12M 69.98%
44,91 €
Prezzo attuale: 26,42 € -0.8250 3.03%
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Punti chiave

  • Eni ha rivisto al rialzo le prospettive sugli utili del terzo trimestre e approvato un dividendo straordinario di €0,46 per azione, aumentando del 12% l’obiettivo di buyback per il 2026, portandolo a €3,8 miliardi.
  • Il dividendo ordinario del 2026 resta previsto a €1,10 per azione, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente; non sono stati aggiunti nuovi partner al progetto del giacimento di gas Perla.
  • L’ultimo scambio delle azioni Eni è avvenuto a €26,54, con momentum rialzista e un intervallo di prezzo previsto tra €25,99 e €27,09 nei prossimi cinque giorni di contrattazione.

Rendimenti elevati e partnership stabili, mentre persistono le vendite sul mercato

Eni ha registrato un aumento degli utili nel terzo trimestre e rivisto al rialzo le prospettive di rendimento per gli azionisti in vista dell’ADIPEC, approvando un dividendo straordinario di €0,46 per azione e aumentando del 12% l’obiettivo di buyback per il 2026, portandolo a €3,8 miliardi. Il dividendo ordinario del 2026 è stato confermato a €1,10 per azione, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente. Non sono stati aggiunti nuovi partner al progetto del giacimento di gas Perla, in cui Repsol resta l’attuale partner, anche se i prezzi continuano a risentire di una più ampia pressione delle vendite.

Anton Kharitonov, esperto di Traders Union, sottolinea la discrepanza tra la solida forza tecnica di Eni e il recente brusco calo. Evidenzia il persistere di segnali di ipercomprato, in particolare un RSI e un CCI elevati, insieme a un divario tecnico rispetto ai minimi di seduta, che suggerisce il rischio di movimenti correttivi. Nonostante le notizie positive su dividendi e buyback, invita alla cautela di fronte alla ripresa delle vendite e alla debolezza generale del mercato. Kharitonov si interroga sulla sostenibilità del momentum rialzista in caso di rottura del supporto a €26,3. «È opportuno essere prudenti: l’attuale potenziale rialzista di Eni sembra esposto a un’inversione, a causa della persistente pressione delle vendite e delle condizioni di ipercomprato.»
Viktoras Karapetjanc, esperto di Traders Union, mantiene una visione positiva sulle prospettive di Eni. Sottolinea l’impegno della società a creare valore per gli azionisti attraverso un buyback più consistente e un dividendo più elevato, fattori che sostengono il sentiment positivo in vista di importanti eventi di settore come l’ADIPEC. Karapetjanc ritiene che la struttura rialzista dei prezzi resti intatta e che il forte sostegno degli investitori istituzionali possa favorire ulteriori rialzi. Considera il recente calo un’opportunità nell’ambito di un trend rialzista resiliente. «Il mercato di Eni offre diverse opportunità rialziste: si prevede un’ulteriore crescita, poiché i fondamentali e gli indicatori tecnici della società continuano a convergere.»
Jainam MehtaOggi Eni perde il 2,59% e scende a €26,54 nonostante i solidi risultati del terzo trimestre e i trend rialzisti. Analisi degli ultimi movimenti dei prezzi e dei dati tecnici.
Eni asset chart
Eni dinamica dei prezzi. Fonte: TradingView.

Segnali di slancio rialzista mentre le letture di ipercomprato si scontrano con nuove pressioni

Eni scambia al di sopra delle medie mobili a 20 giorni (€25,91), 50 giorni (€24,62) e 200 giorni (€22,51), confermando trend rialzisti di breve, medio e lungo periodo. La resistenza più vicina è il tetto di breve periodo a €26,8, mentre il supporto più prossimo è il pavimento di breve periodo a €26,3. Anche l’allineamento tra le medie a 50 e 200 giorni e la linea Kijun dell’Ichimoku (€25,63) confermano un forte trend positivo. Gli indicatori di momentum riflettono una prevalente impostazione rialzista: MACD (0,92) e ADX (37,45) segnalano entrambi pressione d’acquisto. L’RSI è elevato a 66,63 e conferma un segnale d’acquisto, mentre lo Stochastic RSI a 33,47 indica un forte segnale d’acquisto. Il CCI a 110,93 e il Bull/Bear Power (BBP) a 0,95 segnalano condizioni di ipercomprato. L’Awesome Oscillator (AO) resta neutrale. Eni ha chiuso l’ultimo scambio a €26,54, in calo di €0,705, pari al 2,59% nella giornata, dopo un gap ribassista dell’1,32%. Il prezzo è vicino al minimo di seduta, con un’ampiezza della volatilità intraday dell’1,01%. Il quadro intraday complessivo riflette una nuova pressione dopo un’apertura in ribasso, in linea con i segnali di momentum in ipercomprato.

In precedenza era stato riportato che Eni aveva avviato la produzione di gas nel giacimento Maha in Indonesia, con l’analisi tecnica che allora indicava il proseguimento di una struttura rialzista. I più recenti movimenti dei prezzi introducono nuova volatilità nonostante la solidità tecnica di fondo, rendendo la resistenza a €26,8 e il supporto a €26,3 livelli chiave da monitorare per cogliere segnali direzionali nel breve periodo.

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