Il prezzo del Brent può superare la resistenza mentre le tensioni USA-Iran minacciano l’offerta attraverso Hormuz?
Il Brent (XBR) è scambiato a 86,05$, dopo un rialzo dell’1,42% nella giornata e una chiusura vicino ai massimi di sessione. Il prezzo si mantiene sopra le principali medie mobili, riflettendo un momentum rialzista verso la chiusura.
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In evidenza
- L’aumento delle tensioni USA-Iran nello Stretto di Hormuz sta incrementando il premio di rischio geopolitico sul Brent a causa di possibili interruzioni dell’offerta.
- Le preoccupazioni per potenziali blocchi delle rotte hanno spinto ulteriori coperture e acquisti speculativi da parte degli operatori di mercato in cerca di protezione contro una possibile restrizione dell’offerta.
- Il Brent mostra un’impostazione rialzista ma è tecnicamente in ipercomprato; nel breve termine si prevede un consolidamento tra 83,75$ e 88,35$, salvo breakout rilevanti.
Il premio di rischio geopolitico cresce con l’aumento delle tensioni nello Stretto di Hormuz
L’escalation delle tensioni tra USA e Iran nello Stretto di Hormuz sta aumentando il premio di rischio sul Brent, secondo Cappnotes Substack. Poiché questa regione rappresenta un punto di passaggio cruciale per il transito globale di petrolio, il rischio geopolitico crescente ha portato gli operatori di mercato a prezzare possibili interruzioni dell’offerta. Queste preoccupazioni stanno attirando ulteriore interesse all’acquisto, poiché i trader cercano coperture contro possibili blocchi delle rotte o restrizioni dell’offerta.
Bias rialzista confermato mentre il supporto tecnico regge tra segnali contrastanti
Dal punto di vista tecnico, XBR scambia sopra la MA-20 (84,86$) e la MA-50 (84,9$) sull’orario, così come sopra la MA-200 (81,95$) sul daily. Il livello Ichimoku Kijun a 84,99$ funge ora da supporto immediato. I segnali di momentum sono misti: la Moving Average Convergence Divergence (MACD) indica ulteriore rialzo, mentre l’Average Directional Index (ADX) resta neutrale, segnalando che la forza del trend non è particolarmente marcata. Il Relative Strength Index (RSI) è a 62,14, in zona di acquisto, con sia lo Stochastic RSI che il Commodity Channel Index (CCI) in ipercomprato. Bull/Bear Power è anch’esso in ipercomprato, segnalando la dominanza dei compratori nell’intraday, mentre l’Awesome Oscillator resta neutrale, senza ulteriori conferme al movimento rialzista.
Probabile consolidamento dei prezzi mentre le bande di volatilità delimitano i rischi di breakout
Nelle prossime due o tre sessioni, si prevede che XBR oscilli tra 83,75$ e 88,35$, riflettendo la banda di volatilità attuale rispetto ai livelli correnti. C’è una probabilità del 71% di un movimento al rialzo, con una possibilità minore (29%) di una correzione verso il supporto. Lo scenario di base prevede un consolidamento dei prezzi all’interno del corridoio indicato, con potenziale breakout rialzista verso resistenze superiori se viene superato il limite superiore, oppure uno scenario ribassista verso 83,75$ se il supporto Kijun cede.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che l’escalation delle tensioni USA-Iran stava alimentando un premio di rischio nei mercati petroliferi e spingendo il Brent al rialzo in un contesto di forte incertezza geopolitica. Con i segnali tecnici attuali che indicano un interesse persistente da parte dei compratori, i trader dovrebbero monitorare un possibile breakout rialzista oltre la banda di volatilità mentre il Brent consolida su livelli elevati.
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