Piazza Affari chiude in calo, petrolio e vendite sul tech pesano sui listini europei

Piazza Affari chiude in calo, petrolio e vendite sul tech pesano sui listini europei
Affari sotto pressione oggi

Le Borse europee restano sotto pressione in una seduta dominata dal rialzo dell'energia e dall'avversione per i titoli tecnologici. A Milano il FTSE MIB estende la serie negativa a tre ribassi consecutivi, mentre l'attenzione degli investitori resta concentrata sulle tensioni in Medio Oriente e sull'aumento dello spread.

In evidenza

  • Piazza Affari chiude in calo con il FTSE MIB a -0,94% e vendite concentrate su titoli tecnologici come STMicroelectronics (-4,00%) e Prysmian (-4,53%).
  • I prezzi del petrolio balzano con il Brent sopra $86 (+3%) e Light Sweet Crude Oil a +3,31%, sostenuti dalle rinnovate tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
  • Lo spread BTP-Bund sale a 82 punti base (+2) mentre il rendimento del BTP decennale raggiunge il 3,93%, riflettendo un aumento della cautela sui mercati.

Petrolio, Medio Oriente e tech guidano la seduta

Come riportato da Borsa Italiana, i mercati azionari europei si muovono in territorio negativo, con Piazza Affari in calo insieme alle altre principali Borse del continente. Fa eccezione Londra, che chiude in leggero rialzo dello 0,27%, sostenuta dalla nomina di Andy Burnham alla guida del Partito Laburista e dal suo arrivo da lunedì come nuovo Primo Ministro britannico.

Il focus degli investitori resta sulle tensioni in Medio Oriente, dopo la sesta notte consecutiva di attacchi reciproci tra U.S. e Iran. Sul sentiment pesa anche il nuovo balzo del petrolio, con il Brent che supera gli 86 dollari e guadagna circa il 3%, mentre il Light Sweet Crude Oil sale del 3,31%.

Alla pressione geopolitica si aggiunge la sfiducia verso il comparto tecnologico, con nuove vendite sui chip che colpiscono anche la seduta odierna. Wall Street prosegue intanto gli scambi in rosso, con l'S&P 500 in calo dello 0,71%, rafforzando un clima di generale cautela sui mercati.

Milano in rosso, spread in rialzo e banche deboli

Il listino milanese chiude con ampie vendite, con il FTSE MIB in flessione dello 0,94%, mentre il FTSE Italia All-Share scende a 54.548 punti. In ribasso anche il FTSE Italia Mid Cap, che perde lo 0,89%, e il FTSE Italia Star, in calo dello 0,73%.

A Piazza Affari il cambio di visione sul settore tech penalizza soprattutto STMicroelectronics, che lascia sul terreno il 4,00%, e Prysmian, in calo del 4,53%. Debole anche il comparto bancario, con UniCredit in discesa nonostante i colloqui in programma con il governo tedesco per Commerzbank, e con Mps sotto pressione il giorno dopo il giudizio negativo del consiglio sull'offerta di Intesa Sanpaolo, mentre prosegue la valutazione di quella di Banco Bpm.

Tra i titoli migliori del listino principale si mettono in evidenza Terna, in rialzo del 2,88%, Eni, che sale del 2,53%, Leonardo, in progresso del 2,30%, e Snam, a più 1,70%. Sul segmento Mid Cap brillano invece Sesa, che avanza del 6,88%, Acea, IREN e Intercos, mentre tra i peggiori figurano Revo Insurance, D'Amico, Technoprobe e Philogen.

Sul fronte macrofinanziario, l'euro contro dollaro U.S. resta sostanzialmente stabile a 1,144, mentre l'oro guadagna l'1,05%, confermando la ricerca di beni rifugio. Lo spread peggiora a 82 punti base, in aumento di 2 punti, con il rendimento del BTP decennale al 3,93%, segnale di un mercato che continua a prezzare maggiore prudenza.

Nel nostro precedente approfondimento sul sell-off dei semiconduttori, abbiamo spiegato come il ribasso dei futures USA si sia accompagnato a vendite diffuse sui titoli dei chip in Asia, Europa e nel pre-market di New York. Al centro c’erano i dubbi sulla sostenibilità della spesa legata all’intelligenza artificiale e l’aumento della cautela per l’escalation USA-Iran, fattori che hanno spinto gli investitori a ridurre l’esposizione ai titoli growth.

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