Perché il prezzo del petrolio Brent è in calo del 5,3% oggi?

Perché il prezzo del petrolio Brent è in calo del 5,3% oggi?
Il petrolio Brent scende oggi del 5,31%

Il petrolio Brent (XBR) è sceso del 5,31% perché la recente impennata, trainata dal conflitto con l’Iran e dai profitti record delle compagnie petrolifere, ha incontrato la cautela degli investitori riguardo all’espansione della produzione. Il calo è sostenuto dalla pressione tecnica dei venditori: il prezzo è ora sotto la media mobile a 20 giorni, pur mantenendo una struttura rialzista più ampia sopra le medie a 50 e 200 giorni.

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XBR previsione del prezzo
24H -0.07%
105,7 $
48H 0.32%
106,11 $
7D 0.11%
105,89 $
1M 11.03%
117,44 $
3M 6.78%
112,94 $
6M 48.3%
156,86 $
12M 45.12%
153,49 $
Prezzo attuale: 105,77 $ 0.9776 0.93%
Dati in tempo reale 01:01
Intervallo giornaliero 103.74 Arrow from to Icon 105.54
Intervallo settimanale 103.32 Arrow from to Icon 116.49
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Punti chiave

  • Il petrolio Brent è aumentato di circa il 60% dal 28 febbraio, raggiungendo massimi di 114 $ al barile dopo l’inizio del conflitto con l’Iran.
  • I principali produttori di petrolio hanno riportato profitti record o prossimi ai record, mentre le società energetiche occidentali si concentrano sui riacquisti di azioni e sulla riduzione del debito anziché sull’espansione della capacità produttiva.
  • XBR/USD è scambiato sotto la media mobile a 20 giorni, con segnali tecnici contrastanti e un intervallo previsto tra 100,34 $ e 107,85 $ nei prossimi cinque giorni.

Le prese di profitto si intensificano mentre le società privilegiano i riacquisti di azioni nonostante l’impennata legata al conflitto

Le notizie recenti hanno confermato che i prezzi del petrolio Brent sono aumentati dall’inizio del conflitto con l’Iran, il 28 febbraio, con rialzi riportati intorno al 60% e massimi fino a 114 $ al barile. Questo movimento ha generato profitti record o prossimi ai record per i principali produttori di petrolio. Secondo quanto riportato, le società energetiche occidentali stanno dando la priorità ai riacquisti di azioni e alla riduzione del debito rispetto all’espansione della capacità produttiva o a nuovi investimenti nella raffinazione, sebbene i prezzi siano rimasti soggetti a una più ampia pressione di vendita.

Anton Kharitonov, esperto di Traders Union, considera il brusco arretramento del 5,31% del petrolio Brent un chiaro segnale dei rischi tecnici e legati al sentiment. Sottolinea che la rottura al ribasso della media mobile a 20 giorni riflette un maggiore controllo da parte dei venditori, nonostante la struttura rialzista più ampia. Kharitonov è prudente riguardo a una debolezza persistente, visti i segnali di momentum contrastanti e la volatilità che permane intorno a 104,1 $. Osserva che l’attenzione delle principali compagnie petrolifere ai riacquisti di azioni anziché all’espansione solleva interrogativi sulla resilienza dell’offerta nel lungo periodo. «La correzione mette in luce la fragilità dei recenti rialzi: i trader dovrebbero aspettarsi oscillazioni volatili finché i segnali tecnici non indicheranno una direzione chiara».
Viktoras Karapetjanc, esperto di Traders Union, considera la reazione del mercato temporanea all’interno di un solido trend rialzista. Sottolinea che i profitti record riportati dalle principali società energetiche evidenziano i solidi fondamentali del settore. Karapetjanc ritiene che la struttura rialzista resti intatta sopra le medie mobili a 50 e 200 giorni e che siano attesi ulteriori rialzi se verrà superata la resistenza a 105,82 $. «Nonostante la volatilità, il mercato offre diverse opportunità al rialzo: mi aspetto un rinnovato interesse all’acquisto sopra 105,82 $ nelle prossime sessioni».
Sholanke Dele, strategist di mercato, osserva che il forte calo mette in luce lo scetticismo degli investitori riguardo alla recente corsa del petrolio. Si chiede se il momentum possa durare ora che le notizie e i profitti sono già scontati nei prezzi. Dele avverte che la persistente pressione al ribasso e gli indicatori contrastanti mettono in dubbio una ripresa nel breve termine. «Il rimbalzo dai recenti massimi appare fragile: i trader dovrebbero fare attenzione a correzioni più profonde se il supporto a 103,18 $ dovesse cedere».

Si afferma la debolezza di breve termine mentre il trend rialzista mostra segnali contrastanti

XBR/USD è attualmente scambiato sotto la media mobile a 20 giorni (109,42 $), ma sopra quelle a 50 giorni (103,18 $) e a 200 giorni (95,49 $). Questo allineamento suggerisce una pressione dei venditori nel breve termine, uno slancio rialzista nel medio e lungo termine e una struttura complessivamente positiva del trend. La resistenza più vicina è a 105,82 $, mentre il supporto si trova a 103,18 $. Gli indicatori di momentum danno segnali contrastanti. MACD e ADX indicano entrambi pressione d’acquisto, ma RSI e CCI segnalano condizioni di ipercomprato o uno slancio forte, mentre lo Stochastic RSI è in zona di ipervenduto. Il Bull/Bear Power (BBP) è positivo a 2,57, indicando che gli acquirenti prevalgono nel corso della giornata, ma segnala condizioni di ipercomprato. La coppia è scesa a 104,1 $, con un calo di 5,84 $ o del 5,31% rispetto alla chiusura precedente, dopo aver aperto con un gap rialzista e aver scambiato vicino al minimo della sessione. La volatilità è elevata, al 7,25%, e la pressione al ribasso persiste dopo il gap al rialzo, mentre gli indicatori tecnici di momentum restano contrastanti.

In precedenza, gli analisti avevano osservato che gli sviluppi diplomatici legati al conflitto tra Stati Uniti e Iran avevano alimentato le speranze di un miglioramento dell’offerta di petrolio dal Medio Oriente e attenuato i rialzi dei prezzi del greggio. Alla luce degli ultimi segnali tecnici, che indicano un momentum contrastante e un’elevata volatilità per il petrolio Brent, i trader dovrebbero monitorare un eventuale movimento sostenuto al di fuori dell’intervallo compreso tra 100,34 $ e 107,85 $, che potrebbe indicare la direzione del prossimo trend.

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